sabato 17 luglio 2010
Trovato dente di 40mila anni fa Era dell'uomo di Neanderthal
È un rarissimo frammento di premolare con una marcata usura dello smalto che fornisce nuove ipotesi per le ricerche
Gli scavi alla Grotta di Fumane hanno portato alla scoperta di un dente appartenuto a uno degli ultimi uomini di Neanderthal vissuto tra i 40 e i 50mila anni fa.
Si tratta di un rarissimo frammento di dente umano, un premolare, trovato nei cosiddetti livelli Uluzziani, nello strato A3, che presenta una marcata usura dello smalto e dei solchi verticali. Questo dimostra che i neanderthaliani usavano molto la bocca e i denti per rompere e strappare, oltre che per mangiare. Il dente è ora allo studio del professor Giacomo Giacobini dell'Università di Torino e di Marco Peresani dell'Università di Ferrara, che ha proprio in questi giorni aperto la campagna di scavi per l'anno 2010.
«Questo dente è molto importante, in quanto le testimonianze fossili degli ultimi neanderthaliani sono rarissime», spiega Peresani, «in Grecia ad esempio manca qualsiasi resto umano, mentre in Italia meridionale specialmente in Campania sono stati rinvenuti sinora solo cinque denti. L'attribuzione dell'Uluzziano all'Homo di Neanderthal può essere discussa e Fumane apporta un nuovo tassello». È importante trovare resti umani perché permettono l'estrazione del dna fossile.
L'Uluzziano è un termine designato per la cultura delle ultime popolazioni neanderthaliane che hanno abitato diverse grotte dell'Italia centro-meridionale e del Peloponneso e che erano avviate verso un processo di «modernizzazione» con una maggiore varietà di strumenti litici e produzione di utensili in osso. La campagna di scavi, che durerà un paio di mesi, continuerà il lavoro iniziato l'anno scorso nella parte a sinistra dell'antro, in un livello di 50mila anni fa, che presenta resti di focolare, carboni, sostanze organiche e di macellazione. Si effettueranno sondaggi del terreno per evidenziarne le caratteristiche e le temperature di allora.
Finanzieranno gli scavi quest'anno la Comunità Montana, il Parco della Lessinia, la Regione Veneto, il Comune di Fumane, la Fondazione Cariverona, l'impresa di costruzioni Gardina di Rovigo, le cantine Nicolis di San Pietro in Cariano, il ministero dei Beni Archeologici e l'Università di Ferrara. «Presumibilmente i lavori in questo settore della Grotta andranno avanti per cinque anni», continua Peresani, «poi si abbatterà il muro in fondo al riparo e si avranno senz'altro delle sorprese, perché la zona in galleria è piena di ossa».
«L'amministrazione ha intenzione di creare una Fondazione, aperta anche a i privati, per la valorizzazione della Grotta», ha detto il sindaco Domenico Bianchi presente all'apertura degli scavi, «in modo che ci siano delle risorse da investire. L'intenzione è quella di realizzare una struttura fissa nelle vicinanze, un laboratorio didattico e un museo dove portare il materiale trovato con una mostra fotografica, così da poter accogliere scolaresche e turisti con un flusso costante tutto l'anno».
Il presidente della Comunità Montana, Claudio Melotti, ha sottolineato: «È necessario approntare un progetto di almeno cinque anni che garantisca finanziamenti e continuità sul lungo periodo». Negli ultimi mesi la Grotta di Fumane è stata oggetto di conferenze in Francia e Spagna dove sia Peresani, che Alberto Broglio dell'Università di Ferrara hanno portato la loro voce su Fumane, molto conosciuta all'estero per l'importanza dei ritrovamenti.
A Verona, «I lavoratori dei musei rischiano il posto»
D'Arienzo: «Il Comune deve intervenire in fretta»
«I musei cittadini sono nel caos e rischiano la chiusura?». Lo chiede il capogruppo del Pd in Provincia, Vincenzo D'Arienzo, che lancia un appello accorato per salvare la professionalità di «ventiquattro lavoratori e lavoratrici a spasso dopo anni di qualificata professione nell'accudire i musei e i monumenti di Verona. Il Comune deve intervenire prima che sia troppo tardi».
E spiega che «il settore Cultura comunale ha posto in gara al ribasso per i prossimi quattro anni il servizio di accoglienza-biglietteria e di editoria, libreria, produzione e vendita di oggetti nei musei e monumenti civici veronesi. Il servizio svolto da oltre vent'anni da personale della cooperativa Verona 83 e della ditta Marsilio Editori è stato ora assegnato ad una società di Cinisello Balsamo. Ciò significa che le attività sinora svolte al museo di Castelvecchio (biglietteria e bookshop), alla casa di Giulietta (biglietteria e bookshop), alla tomba di Giulietta (biglietteria), alla galleria d'arte moderna Palazzo Forti (biglietteria e bookshop), agli scavi scaligeri (biglietteria e bookshop) ed al museo di storia naturale (biglietteria e bookshop) da qualificato ed esperto personale di Verona, già in questo momento sono curate da personale diverso, probabilmente non con la medesima esperienza. La sostituzione riguarda 24 persone che da anni svolgevano quell'attività, maturando una conoscenza ineguagliabile, nella stragrande maggioranza assunte a tempo indeterminato con contratto multi servizi, o del settore commercio. Oggi sono senza lavoro e con le famiglie in grave difficoltà».
«Il contratto nazionale prevede l'obbligo per l'azienda vincitrice dell'appalto di assorbire tutto il personale in precedenza impiegato, con tutti i diritti acquisiti fino a quel momento», spiega ancora D'Arienzo, «ma, al contrario, pare che la ditta vincitrice abbia inizialmente proposto loro un contratto cocopro da 5,50 euro l'ora, per sei mesi e successivamente sei assunzioni per un anno con il contratto della categoria editori e sei assunzioni di personale nuovo e giovane con contratti di formazione. Piuttosto umiliante. Se confermato, l'atteggiamento viola il contratto e la ditta lascia comunque a casa tante persone che hanno donato a Verona il loro impegno per molti anni. È anche grazie a loro che la città si è fatta conoscere nel mondo».
Cosa si può fare? «Chiedo che il Comune verifichi quanto sta accadendo e l'efficacia dell'attuale servizio offerto e, nel caso di conferma dei fatti, che pretenda l'assunzione di tutti, quindi, il rispetto del contratto nazionale ed eventualmente proceda alla rescissione del contratto con la ditta milanese, nel caso in cui non sia in grado di offrire le garanzie necessarie. Ritengo sia un dovere del Comune intervenire perché se il servizio di accoglienza ai musei e monumenti non sarà assicurato con la dovuta perizia e professionalità, sarà tutta la città a pagarne le conseguenze».
Ultima OraCaldo/ Ancora afa, ma da oggi in arrivo temporali al Nord
Oggi ancora afa e caldo sull'Italia, ma dun sistema perturbato proveniente dalla Francia raggiungerà il settore alpino italiano, dove si registreranno condizioni di spiccata instabilità, in estensione dalla serata anche alle aree pianeggianti del nord. Sulla base dei modelli disponibili, il Dipartimento della protezione civile ha emesso un avviso di avverse condizioni meteorologiche che prevede dalla seconda parte della giornata di sabato temporali localmente di forte intensità su gran parte delle regioni settentrionali. I fenomeni saranno accompagnati da attività elettrica, forti raffiche di vento e possibili grandinate.
Lavorava nei campi, muore per un colpo di calore
Verona. Il gran caldo, associato a un'alta umidità, crea condizioni meteorologiche di rischio per la salute anche per i lavoratori. Nel territorio dell’Ulss 20 l’emergenza calore ha prodotto, in questi ultimi giorni, due infortuni lavorativi gravi, di cui uno mortale. Il primo è avvenuto a un lavoratore rumeno di soli 37 anni che ieri è morto all’ospedale Fracastoro in seguito a un colpo di calore che l'ha còlto mentre lavorava in un terreno agricolo in campo aperto nel comune di San Martino Buon Albergo. Il lavoratore, presente il fratello, era intento a preparare il terreno per la predisposizione di serre per la coltivazione delle fragole, quando all’improvviso ha perso conoscenza ed è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di San Bonifacio, dove dopo un giorno è deceduto.
Il secondo infortunio ha colpito un lavoratore italiano di 53 anni, in coma dal 9 luglio: anche lui ha avuto un colpo di calore mentre lavorava in un cantiere edile di Verona. Nella nostra realtà produttiva, i lavoratori più a rischio sono coloro che lavorano all’aperto, in particolare gli agricoltori, gli addetti alla raccolta di frutta o verdura nei campi e/o in serra e gli operai dei cantieri edili e stradali.
Caldo, oggi si percepiranno 40-45°
Verona. Le massime previste per il pomeriggio di oggi sulla pianura veneta oscillano fra i 34 e i 37 gradi. Secondo il Centro meteorologico di Teolo (Padova), però, a causa dell’umidità presente nell’aria le temperature percepite saranno maggiori, tra i 40 e i 45 gradi. Resta su tutta la regione l’allarme tre, il massimo, per le categorie a rischio come malati, anziani e bambini. Sono consigliati, in via precauzionale, il riparo all’ombra e la frequente assunzione d’acqua. Ecco le minime di oggi in alcune città capoluogo: Venezia, Treviso e Verona 24, Rovigo 23, Padova 22, Belluno 21. Tra domani pomeriggio e domenica sulla regione è previsto il passaggio di un tratto di instabilità che potrebbe dar luogo a temporali e pioggia e a un abbassamento delle temperature. Solo una breve pausa, perché lunedì le temperature saranno nuovamente in risalita.
È attivo, intanto, dalle 8 di questa mattina il numero verde 1500 del ministero della Salute per dare consigli su come difendersi dalle ondate di calore e decine di cittadini che si sono rivolti al servizio per avere informazioni. Il numero di assistenza, che sarà in funzione tutti i giorni, dalle 8 alle ore 20, compresi il sabato e la domenica, fornisce ai cittadini informazioni e consigli sulle misure di prevenzione da adottare, su cosa fare in caso si verifichino problemi dovuti al caldo e sui servizi attivati da Regioni e Comuni.
lunedì 12 luglio 2010
Trionfa anche il polpo Paul

Otto previsioni su otto azzeccate: altroché Forlan, Villa e Sneijder, la piovra chiaroveggente è la vera star del Mondiale.
Otto previsioni su otto azzeccate per Paul. Il polpo chiaroveggente ha colpito ancora: dopo aver predetto la vittoria della Germania contro l'Uruguay nella finalina di consolazione, si è ripetuto indovinando il successo della Spagna nell'ultimo atto della rassegna iridata a Johannesburg. E proprio nell'ultima giornata della Coppa del Mondo è arrivato il colpo di scena: Paul è italiano. La Bild ha rivelato che ha quattro mesi ed è stato pescato nelle acque dell'isola d'Elba, smentendo chi diceva che era lo stesso polpo che aveva predetto, erroneamente, la vittoria della Germania sulla Spagna nella finale degli Europei di due anni fa.
Forlan è il migliore

L'attaccante dell'Uruguay ha preceduto Sneijder e Villa.
Diego Forlan, attaccante dell'Uruguay, è stato eletto miglior giocatore del Mondiale di Sudafrica 2010. L'attaccante del Villarreal è stato il calciatore più votato nella rosa dei dieci papabili con il 23,4% dei consensi, precedendo di poco due finalisti del Mondiale: l'olandese Wesley Sneijder, Pallone d'Argento, e lo spagnolo David Villa. Quattro i vincitori della classifica capocannonieri: a segno con cinque reti nella rassegna iridata i tre sopracitati e il tedesco Muller.
Iniesta manda la Spagna nella storia

Una rete del centrocampista del Barcellona a quattro minuti dai calci di rigore regala agli iberici la loro prima Coppa del Mondo. Terza finale persa su tre per l'Olanda.
Una rete di Andres Iniesta a quattro minuti dai calci di rigore regala alla Spagna la sua prima Coppa del Mondo. Dopo una partita tesisissima al Soccer stadium di Johannesburg la strenue resistenza olandese è frantumata dal gol del centrocampista del Barcellona, che trascina le Furie Rosse ad una strepitosa doppietta dopo la vittoria nel Campionato Europeo. Orange nell’incubo: è la terza finale iridata consecutiva persa, è una maledizione. Del Bosque conferma Pedro dal primo minuto e lascia in panchina Torres, gli olandesi rispondono con l’undici classico e il quadrilatero Robben-Sneijder-Kuyt-Van Persie avanti. La tensione è evidente sui volti dei giocatori fin durante gli inni nazionali, e per tutto il primo tempo la gara è contratta e condizionata dal nervosismo. La Spagna parte all'attacco dipanando il suo gioco avvolgente e al 4' sfiora il vantaggio con Sergio Ramos, che di testa impegna Stekelenburg alla parata plastica. L'esterno madridista sembra in palla, e al 10' ancora affonda dalla destra impensierendo con un cross la difesa orange. L'undici di Van Marwijck risponde all’esuberanza iberica con un pressing assillante, e con il passare dei minuti prende confidenza ed alza il baricentro: la gara è in perfetto equilibrio e si fa fallosa, con quattro ammoniti in appena otto minuti. Al 28’ un intervento criminale di De Jong (calcio volante su Xabi Alonso) è punito solo con il cartellino giallo da Webb, tra le proteste degli spagnoli. Le emozioni latitano. Il primo brivido per la Spagna arriva al 33’, quando il protagonista è il famigerato Jabulani: Heitinga restituisce palla a Casillas, la sfera rimbalza a terra e quasi inganna il portiere del Real, prima di finire fuori. Due minuti dopo Mathijsen cicca il pallone clamorosamente a dieci metri dalla linea di porta delle Furie Rosse. Nell'ultimo quarto d'ora la gara vive di spunti e fiammate personali, ma mancano precisione e lucidità da entrambe le parti. Nel finale è più attiva l'Olanda: Robben con una conclusione di sinistro costringe Casillas a rifugiarsi in corner. 0-0 al termine del primo tempo. Partita cattiva ed equilibrata anche nella ripresa. Del Bosque prova a sbloccare la situazione inserendo Navas per Pedro, in ombra rispetto alla bella prestazione con la Germania in semifinale, ma gli spagnoli non trovano la chiave per aprire la difesa orange, mentre l’Olanda resta sempre temibile con calci piazzati e verticalizzazioni creando più problemi dalle parti di Casillas. Al 17’ Robben butta via clamorosamente il gol del vantaggio: lanciato magistralmente da Sneijder si trova a tu per tu con l’estremo difensore spagnolo ma manca di freddezza e si fa parare il tiro. Dieci minuti più tardi l’ala del Bayern Monaco è imitata da Villa: liberato in area da un erroraccio di Heitinga, il Guaje si fa respingere la conclusione a botta sicura dallo stesso difensore orange. Ultimo quarto d’ora in apnea: Sergio Ramos getta alle ortiche l’1-0 colpendo alto di testa. Iniesta poco dopo viene fermato all’ultimo momento da Sneijder, improvvisatosi difensore. Gli uomini di Van Warmijck sono sempre velenosi in contropiede e all’82’ una sgroppata di Robben è fermata in qualche modo dall’intervento congiunto di Puyol e Casillas. A cinque minuti dal termine Del Bosque gioca la carta Fabregas (fuori Xabi Alonso). Il ritmo rallenta improvvisamente, c'è troppo in palio e le due squadre giocano più caute. Si va ai supplementari. Decisamente più Spagna nel primo supplementare: gli iberici reclamano un calcio di rigore per fallo di Heitinga su Xavi (Webb li ignora ma il contatto sembra netto) e poco dopo si divorano un’altra rete con Fabregas (strepitoso Stekelenburg con il piede). Le Furie Rosse schiacciano gli olandesi nella loro metacampo e ancora gridano al gol con Navas (salva Van Bronckhorst con una deviazione in angolo) e Fabregas. Torres per Villa all’inizio del secondo tempo supplementare. Un guizzo di Iniesta causa l’espulsione di Heitinga: la Spagna si porta avanti per l’assalto finale ma rabbrividisce per la punizione di Sneijder, che finisce di poco a lato dopo una deviazione della barriera. Il 116’ è il minuto della storia per la Spagna: dopo una serie di rimpalli al limite dell’area di rigore olandese, Fabregas serve il liberissimo Iniesta che con un diagonale trafigge da pochi passi Stekelenburg. Inutile l’assalto finale olandese, Spagna in tripudio.
domenica 11 luglio 2010
“Acciaio” è il romanzo d'esordio di Silvia Avallone
Francesca e Anna sono due ragazze di tredici, quasi quattordici, anni che vivono nei palazzi popolari di via Stalingrado vicino alla fabbrica di acciaio di Piombino. Qui vivono famiglie che non hanno molti soldi, che spesso non riescono ad arrivare in fondo al mese con il misero stipendio della fabbrica Lucchini. Qui vivono famiglie problematiche dove le donne soffrono il peso dei mariti assenti che spesso le picchiano o che in fondo non sono nient’altro che ladri, truffatori o spacciatori mentre i giovani del quartiere si drogano nell’attesa di poter un giorno diventare qualcuno.
E qui vivono Francesca e Anna con la loro amicizia forte quanto l’amore, che passano le loro giornate giocando, stuzzicando i vicini con balletti sensuali dalla finestra del bagno e scrivendo sulle panchine frasi con l’uniposca rosa. Sono belle, Francesca e Anna, le più belle tra tutte le ragazze del quartiere, di una bellezza virginea ed irriverente che vuole solo trovare il momento giusto per scoppiare. L’estate, il caldo, i costumi piccoli e trasparenti portano queste ragazze verso nuove eccitanti esperienze sino all’inevitabile. L’inevitabile: la gelosia.
Francesca e Anna hanno passato tutti i momenti liberi della loro vita insieme ma adesso le loro strade si dividono. Tra amori, nuove amicizie, sofferenze e delusioni si trovano distanti eppure in cuor loro sempre insieme. Sì, questa è la storia di un’amicizia come ce ne sono tante incorniciata dalla miseria, dall’insofferenza, dalla vita degli operai delle fabbriche di periferia e immersa in quell’atmosfera di perdizione, di paura e di stupore che ha caratterizzato l’attacco alle torri gemelle nel settembre del 2001.
E l’Isola d’Elba è visibile in tutta la sua bellezza dai casermoni di Via Stalingrado. Un’isola che sembra così lontana e irraggiungibile, un’isola che per tutta la vita Anna e Francesca hanno sperato di poter raggiungere insieme. Ma forse è vero che la speranza è l’ultima a morire.
Silvia Avallone ha raggiunto con questo romanzo la rosa dei dodici finalisti del prestigioso Premio Strega ma sono molti i critici che hanno attaccato il suo linguaggio e con esso anche il suo ingresso tra questi finalisti. Il suo linguaggio è stato tacciato di immaturità e forse è vero che ci sono alcuni punti che lasciano perplessi e che sarebbero risultati pieni di una forza maggiore se la scrittrice si fosse lasciata andare ad un coraggio emotivo più forte.
Eppure “Acciaio” è un romanzo che si legge tutto di un fiato e nella cui semplicità ognuno di noi può ritrovare un pezzo della propria adolescenza. Possiamo perdonare ad un esordio qualche piccolo errore di linguaggio se si tratta di un romanzo capace di colpire in modo così profondo l’animo di lettori di età tanto diverse tra loro. Nessuno ha mai detto che questo romanzo dovesse essere un romanzo impegnato. Non lo è, non voleva esserlo. É un romanzo semplice che riesce a dipingere il mondo di periferia grazie a frasi colme di immagini e che commuove e regala sorrisi con tutta la tenerezza che l’adolescenza racchiude.
Speriamo che questo esordio sia per Silvia Avallone l’inizio di una fertile carriera.
Antonio Pennacchi vince il Premio Strega 2010

E' "Canale Mussolini" di Antonio Pennacchi, edito da Mondadori, il libro che si è aggiudicato il 64°Premio Strega.
Un testa a testa nello scrutinio finale con il libro di Silvia Avallone "Acciaio" (129 voti), e Antonio Pennacchi con "Canale Mussolini" (133 voti).
La cinquina si è conclusa con al terzo posto Paolo Sorrentino, "Hanno tutti ragione" (55 voti). Quarto Matteo Nucci, "Sono comuni le cose degli amici" (38 voti).
Quinto Lorenzo Pavolini, "Accanto alla tigre" (32 voti).
Il romanzo di Pennacchi è l’asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. Su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce e punteggiata di città appena fondate, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Contadini emiliani, veneti e friulani lasciano le proprie terre e diventano i primi attori del nuovo sogno italico di grandezza.
Tra queste migliaia di coloni ci sono i Peruzzi, gli eroi di questa saga straordinaria.
A farli scendere dalle pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui scendono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna, dolce ma inflessibile. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare che a lavorare. Iseo e Temistocle, Treves e Turati, fratelli legati da un affetto profondo fatto di poche parole e gesti assoluti. E una schiera di sorelle, a volte buone, a volte perfide e velenose. E poi c’è lei, l’Armida, la moglie di Pericle, la più bella, la più generosa, la più strana, una strega forse, sempre circondata dalle sue api che le parlano e in volo sibilano ammonimenti e preveggenze che non basteranno a salvarla dalla sorte che l’aspetta. E Paride, il nipote prediletto, buono e giusto, ma destinato, come l’eroe di cui porta il nome, a essere causa della sfortuna che colpirà i Peruzzi e li travolgerà.
I votanti sono stati 396 su 430 (espressi da 400 Amici della Domenica e 30 lettori forti scelti da altrettante librerie indipendenti di tutta Italia), 5 schede bianche.
Prandelli azzurro riparte da Firenze
ROMA - Cesare Prandelli riparte... da Firenze. L'esordio casalingo della 'nuova' nazionale guidata dall'ex tecnico viola si svolgerà infatti davanti al pubblico del Franchi, dove la Federcalcio ha fissato la prima partita interna del girone eliminatorio per gli Europei del 2012, in programma contro le Isole Far Oer il 7 settembre. Gli azzurri giocheranno la prima partita del girone a Tallinn il 3 contro l'Estonia.
L'esordio assoluto di Prandelli sarà invece martedì 10 agosto in amichevole a Londra, al Craven Cottage, stadio del Fulham, contro la Costa d'Avorio. Le prime partite del girone eliminatorio costringeranno immediatamente il campionato di serie A a una sosta: il torneo prenderà infatti il via sabato 28 agosto e si fermerà nel weekend successivo, per ripartire sabato 11 settembre.
Baggio: "Pronto a tornarea lavorare in azzurro"
ROMA - Un incarico in seno alla Federcalcio per il 'Codino'. Prende sempre più corpo, infatti, la possibilità che Roberto Baggio (dopo aver detto basta con il calcio al momento di appendere gli scarpini al chiodo) vada a ricoprire il ruolo di presidente del Comitato tecnico della Figc.
LA CONFERMA DEL PROCURATORE - Lo ha ribadito anche il procuratore dell'ex fantasista, Vittorio Petrone: "Roberto Baggio conferma la sua disponibilità e attende l'incontro con il presidente Abete, per approfondire i temi oggetto dell'eventuale incarico, che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni".
UN BAGAGLIO D'ESPERIENZA DI 22 ANNI - Petrone sottolinea che il campione di Caldogno aveva già espresso la sua disponibilità "al presidente dell'Associazione italiana allenatori Renzo Ulivieri. La principale motivazione di Roberto Baggio a rendersi disponibile per verificare e approfondire i temi dell'eventuali incarico - ha aggiunto - è quella di offrire il proprio contributo e l'esperienza acquisita in più di 22 anni di calcio giocato". "E' certamente un incarico - ha concluso Petrone - che potrebbe rispondere al desiderio di partecipazione che Roberto Baggio desidera offrire al calcio italiano e alla Federazione".
CALIENDO: BAGGIO MERITA RUOLO IN NAZIONALE - Sulle voci che vorrebbero l'ex fantasista con un ruolo in Nazionale si è pronunciato anche Antonio Caliendo, ex procuratore di di Roberto Baggio. "Ho avuto occasione di vederlo durante la presentazione della sua opera messa in giro da un giornale importante - spiega Caliendo ai microfoni di Sky Sport 24 - e l'ho trovato, come sempre, un ragazzo stupendo. E soprattutto leggermente più disponibile, perché lui di calcio non voleva più parlare per guarire da tanti anni di pressione che ha avuto durante la sua carriera. Penso che la Nazionale avrebbe fatto bene a dargli un ruolo per tenere i rapporti con tutta la squadra".
Spagna-Olanda: chi campione del Mondo?
Domenica 11 Luglio 2010: finalmente ci siamo. In questa data infatti si conoscerà il nome della Nazionale campione del Mondo. Al "Soccer City" di Johannesburg una fra Spagna e Olanda vincerà per la prima volta l'ambitissima competizione, in una finale inedita, ma comunque ricca di fascino e di significato. E' la prima volta nella storia che una squadra europea trionferà al di fuori del suo Continente, e entrambe le rappresentative nazionali arrivano a giocarsi la finalissima dopo aver espresso un grande calcio. Gli "Orange" hanno dominato letteralmente il Girone E, dove hanno fatto bottino pieno: tre vittorie sulle tre partite giocate. Prima il 2-0 contro la Danimarca, poi una vittoria di misura contro il Giappone ed infine il 2-1 sul Camerun. Ma anche nel proseguo del torneo il canovaccio è sempre stato lo stesso e la squadra di Bert Van Marwijk ha sempre vinto: negli ottavi e nei quarti per 2-1 contro la Slovacchia e il Brasile, e in semifinale per 3-2 contro l'Uruguay. Così Sneijder e compagni potranno eguagliare un primato che appartiene al Brasile di Messico '70: quello di diventare campione del mondo dopo aver vinto tutte le partite delle qualificazioni e anche quelle della fase finale. Trascinati dal numero 10 dell'Inter e da Robben, l'intero popolo olandese si sente ad un passo dal Paradiso. La Spagna di Del Bosque invece aveva iniziato male la rassegna iridata, perdendo per 1-0 contro la Svizzera, e i giornali iberici avevano tuonato contro Villa e compagni, consigliando loro un bagno d'umiltà. E così è stato e i risultati sono arrivati: le vittorie per 2-0 sull'Honduras e per 2-1 sul Cile sono valse il primo posto nel raggruppamento H, e poi la striscia positiva è ovviamente proseguita. Le "Furie Rosse" hanno battuto di misura il Portogallo di Cristiano Ronaldo e il Paraguay, poi in semifinale con lo stesso punteggio hanno sconfitto la Germania. E adesso gli spagnoli sono convinti di poter finalmente trionfare. Il pronostico sulla partita rimane comunque incerto, con gli iberici leggermente favoriti, ma si sa, alla fine quello che conta è il responso del campo. Ma attenzione: l'ormai celeberrimo polpo Paul ha pronosticato Villa e compagni: se sarà così anche lui sarà campione del mondo, avendo indovinato tutti i pronostici che gli sono stati chiesti della competizione in Sudafrica.
Germania e Uruguay per il bronzo
La sfida per il terzo posto è, nella storia dei Mondiali, quella che più si avvicina a un'amichevole, non poter più raggiungere il traguardo massimo causa inevitabilmente un calo di concentrazione. Uruguay e Germania si contenderanno il bronzo a Port Elizabeth, ma le due squadre arrivano a quest'appuntamento con stati d'animo completamente diversi. I sudamericani hanno disputato un mondiale al di sopra di ogni aspettative, riportando la Celeste vicino ai fasti delle origini quando si laureò campione del mondo nel 1930 e nel 1950. I tedeschi, invece, ambivano a qualcosa di più prestigioso di un terzo posto dopo aver schiantato potenze come Inghilterra e Argentina, ma Puyol ha mandato in frantumi le loro speranze. Ancora una volta la Germania dovrà accontentarsi di un piazzamento d'onore dopo il secondo posto del 2002 (sconfitta 2-0 dal Brasile) e il terzo del 2006 quando, dopo che Grosso e Del Piero fecero piangere il pubblico di Dortmund, la Nazionale di Klinsmann superò il Portogallo per 3-1. Gli unici ad avere forti motivazioni saranno Forlan e Klose. L'uruguayano dopo aver trascinato l'Atletico Madrid alla conquista dell'Europa League, punta a far suo il titolo cannonieri. Klose, invece, ha la possibilità di entrare nella storia, basterebbe un gol, infatti, per diventare insieme a Ronaldo il marcatore più prolifico dei Mondiali con 15 reti. Oltre Forlan e Klose (4 gol per entrambi), in lizza per il titolo ci sono Villa e Sneijder (entrambi a 5 reti), ma per loro un gol nella finalissima potrebbe valere molto più del premio individuale.
Germania, magra consolazione
Gol a grappoli come previsto nella finale per il 3° e 4° posto, la spuntano i tedeschi per 3-2.
Da sempre la finale per il terzo e il quarto posto è la partita più inutile del Mondiale e spesso regala gol a grappoli. La sfida giocata sotto alla pioggia di Port Elizabeth dalla Germania e dall'Uruguay non ha fatto eccezione: l'han spuntata i tedeschi per 3-2. Il commissario tecnico dei bianchi, Joachim Loew, a sorpresa non ha schierato dal primo minuto il bomber Miroslav Klose, uno che in tre edizioni della rassegna iridata ha messo a segno 14 gol (uno in meno di Ronaldo), per preferirgli al centro dell’attacco il naturalizzato di origine brasiliana Cacau. Ma non è da lui che è arrivata la rete del vantaggio: a siglarla è stato il giocatore che probabilmente ha visto lievitare di più il prezzo del proprio cartellino, quel Thomas Muller che ha steso con una doppietta l’Inghilterra, che ha aperto le marcature con l’Argentina, ma che ha saltato la semifinale con la Spagna per un’ammonizione (fiscale) rimediata contro i biancocelesti di Maradona. Il centrocampista del Bayern ha approfittato di una respinta incerta di Muslera per realizzare il quinto gol nel torneo e consentire alla sua squadra di andare sull’1-0 prima che Cavani, da distanza ravvicinata, riportasse lo score in equilibrio. Nella ripresa l’orgogliosa Celeste si è addirittura portata in vantaggio grazie a un gran gol di Forlan (quinto gol iridato anche per lui), ma Jensen, al 55’, ha realizzato la rete del 2-2 non senza beneficiare di un’uscita a farfalle di Muslera su cross di Boateng. Il primo cambio è arrivato al 77’, ma Loew ha preferito insierire Kiessling e non Klose al posto di Cacau: il gol del 3-2 l’ha però firmato Khedira di testa quattro minuti più tardi, sugli sviluppi di un calcio dalla bandierina. Nel finale l'ultimo brivido con la traversa colpita da Forlan.
sabato 10 luglio 2010
Salute: Le 10 Regole Per Tutelare Gli Animali In Estate
Il Vaticano riforma le regole sugli abusi sessuali
I cambiamenti giungono in un momento in cui Papa Benedetto XVI si sta battendo per contenere i danni causati all'immagine della Chiesa cattolica dagli abusi sessuali negli Stati Uniti ed in diversi Paesi europei.
Le revisioni renderanno effettive come norme globali delle procedure legali sui casi di abusi conosciute come "facoltà speciali", che erano consentite solo in circostanze eccezionali.
"Le facoltà speciali sono state trasformate in legge. Sono state scritte sulla pietra", ha detto un prelato che conosce le nuove norme, che si prevede saranno rese pubbliche giovedì prossimo.
Lo statuto di limitazioni per i casi di abusi sessuali varrà per 20 anni dopo il 18° compleanno della vittima, rispetto agli attuali dieci anni, cosa che significa che le vittime potranno sporgere denuncia sino all'età di 38 anni.
Questo è significativo perché molte persone che hanno subito abusi da preti da bambini non trovano il coraggio o il supporto legale e morale per procedere sino a quando non sono adulti.
Le revisioni consentiranno anche ai vescovi locali di spretare sacerdoti di fronte ad abusi sessuali con prove "chiare e gravi" senza processi canonici (ecclesiastici), che possono essere lunghi e costosi. La Chiesa sarà in grado di spretare sacerdoti in questi casi per decreto.
I cambiamenti rappresentano un aggiornamento di un documento conosciuto come Motu Proprio (espressione latina per "di sua propria intenzione") emesso da Papa Giovanni Paolo II nel 2001 per fronteggiare casi di abusi sessuali.
E' stato preparato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, che Papa Ratzinger ha guidato quand'era cardinale per 25 anni prima della sua elezione nel 2005.
La revisione prevede inoltre che i preti trovati in possesso di pornografia infantile, stampata o sui loro computer, siano considerati responsabili di gravi trasgressioni passibili di azione disciplinare anche se non hanno commesso abusi.
Cinque vescovi europei si sono già dimessi in seguito allo scandalo. Uno ha ammesso gli abusi, un altro è sotto inchiesta e tre si sono ritirati in seguito al modo in cui avevano trattato casi di abusi.
Immigrati eritrei, Libia nega maltrattamenti
La Libia oggi ha respinto le accuse contestatele da gruppi umanitari di maltrattamenti nei confronti di un gruppo di immigrati eritrei alcuni dei quali avrebbero cercato la protezione italiana ma sarebbero stati rimandati in Libia. Continua a leggere questa notizia
Il commissario per i Diritti umani del Consiglio d'Europa Thomas Hammarberg ha detto di avere informazioni circa il fatto che i migranti sarebbero stati sottoposti a violenze dalla polizia libica, e che diversi di loro sarebbero rimasti feriti in modo serio.
La Libia dice che ci sono 400 rifugiati in totale, 245 dei quali sono stati respinti da pattuglie italiane e consegnati alla Libia.
"Ci sono circa 400 migranti illegali dell'Eritrea detenuti in centri in Libia e vengono trattati come ospiti temporanei", dice un comunicato del ministero degli Esteri libico citato dall'agenzia ufficiale Jana.
"Le autorità libiche hanno aperto i centri di detenzione agli organismi umanitari e ai rappresentanti diplomatici perché testimonino le condizioni e il trattamento dei migranti", ha detto l'agenzia. "E' una cosa che di per sé smentisce le accuse di maltrattamento".
Libia: 400 Rifugiati Eritrei Potranno Restare Nel Paese
Tripoli, 8 lug - La Libia ha annunciato oggi che concedera' a 400 eritrei di restare nel Paese e svolgere una vita normale, nonostante gli avvertimenti dei diritti umani sul rischio di abusi e di rimpatrio a cui vanno incontro i rifugiati. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri libico tramite una nota. ''Le autorita' competenti hanno inziato a compiere dei passi per l'accoglienza e l'integrazione di questi clandestini per evitare che vengano sfruttati o che finiscano nelle mani dei trafficanti di esseri umani'', si legge sul comunicato. Il ministero ''assicurera' loro una vita decente e l'accesso ad un lavoro adatto alle proprie capacita' professionali. L'ambasciata eritrea a Tripoli si appresta a rilasciare le carte d'indentita' ai soggetti interessati di modo che chi vuole potra' rimanere in Libia'', continua la nota. ''Questi emigranti hanno paura di essere rimpatriati'', ha detto all'Afp il capo dell'Organizzazione Internazionale per la Migrazione Laurence Hart. Martedi', Amnesty International ha chiesto alla Libia di non rimpatriare gli eritrei, tra i quali rifugiati e richiedenti asilo come emigranti, che costretti a tornare nel proprio Paese potrebbero incorrere a torture e maltrattamenti per aver tradito la propria patria. L'osservatore ha inoltre riferito che, a seguito del mancato tentativo di fuga dello scorso 29 giugno, 200 eritrei saranno spostati dal centro di detenzione di Al-Birak al deserto di Sabha. ''Le autorita' libiche devono proteggere gli eritrei'', ha detto il direttore di Amnesty in Medio Oriente Nord Africa Malcolm Smart. ''Qualsiasi rimpatrio forzato dei cittadini con nazionalita' eritrea sarebbe una violazione degli obblighi della Libia'', ha aggiunto.
Eritrei, Italia ad appello Ue: nostro intervento non basta
Il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa ha chiesto la cooperazione italiana per chiarire la situazione dei 250 eritrei detenuti in Libia che, secondo alcuni rapporti, sono stati sottoposti a violenze e potrebbero essere obbligati a tornare in Eritrea. Il governo italiano risponde richiedendo l'intervento internazionale e confermando il proprio ruolo attivo in questa "lotta contro il tempo".
Il commissario europeo Thomas Hammarberg ha scritto due lettere indirizzate al ministro degli Esteri Franco Frattini e al ministro dell'Interno Roberto Maroni (pubblicate sul sito web del Consiglio), affermando anche che alcuni degli eritrei avrebbero cercato la protezione dall'Italia, ma sarebbero stati rimandati in Libia senza avere la possibilità di essere difesi dalla comunità internazionale.
"La situazione mi preoccupa. Ci sono motivi per credere che se questi migranti dovessero essere rimandati in Eritrea potrebbero essere esposti a serie violazioni dei diritti umani", scrive nella lettera a Maroni il commissario, chiedendo anche una pronta risposta del governo italiano.
Maroni e Frattini hanno scritto oggi una lettera a il Foglio, sottolineando la complessità della vicenda e richiedendo un intervento della comunità internazionale.
"Richiamiamo, ma solo per completezza di argomenti, la necessità di un atteggiamento rispettoso della sovranità libica ... e di un'azione internazionale capace di coinvolgere l'Onu, le sue agenzie e le altre Organizzazioni Internazionali", scrivono Maroni e Frattini nella lettera, aggiungendo che la sorte dei cittadini eritrei non può essere risolta dalla "sola nostra e pur privilegiata relazione bilaterale".
Maroni e Frattini vanno all'attacco della comunità internazionale, sostenendo che la vicenda conferma la fragilità europea e la gravità della "prospettiva 'del nord' che continua a considerare il Mediterraneo e la sua sponda sud come un 'mondo a parte'".
I ministri aggiungono anche che la vicenda degli eritrei in Libia "è una lotta contro il tempo", e che l'Italia è in prima linea nella mediazione per identificare le 250 persone e per "poter loro offrire un'occupazione" in Libia.
CONSIGLIO ITALIANO RIFUGIATI: NOTIZIE POCO RASSICURANTI
Hammarberg chiede l'intervento dell'Italia per chiarire anche la situazione con la Libia, che di recente ha imposto all'agenzia dell'Onu per i rifugiati Unhcr di limitare strettamente le proprie attività nel paese.
"Secondo questi rapporti, il 30 giugno circa 250 eritrei detenuti a Misratah sono stati caricati su camion e trasportati nella prigione di Sebha. Prima del loro trasferimento, hanno subito le violenze della polizia militare libica che ha ferito gravemente alcuni di loro", ha scritto il commissario nella lettera indirizzata a Frattini.
I media riportano oggi la testimonianza diretta di alcuni degli eritrei, feriti in Libia e impauriti da un possibile rimpatrio nell'ex colonia italiana, dove temono di essere uccisi.
"Le ultime notizie non sono rassicuranti", ha detto oggi a Reuters Christopher Hein, direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati. "Altri (detenuti) sono stati picchiati, il numero di quelli affetti da diarrea è in aumento e non c'è un medico".
Hein ha detto che a peggiorare la situazione c'è la recente decisione della Libia di fermare le operazioni dell'Unhcr nel Paese.
Alcuni rifugiati hanno chiesto aiuto in interviste telefoniche con media italiani, una cosa che Frattini ha detto di considerare strana dal momento che gli appelli - ha detto - arrivano da persone che sono detenute e rischiano la tortura.
Livia Turco, presidente del Forum Immigrazione del Pd, in una nota rinnova l'appello "al governo perché si attivi per una soluzione positiva di questa drammatica situazione", e dice di attendersi "risposte convincenti" domani in occasione del question time di domani alla Camera.
Il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha richiamato pochi giorni fa le autorità italiane a rispettare le misure indicate dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo sulle espulsioni degli immigrati, rilevando almeno tre violazioni del diritto degli immigrati di appellarsi alla Corte.
Immigrati: Amnesty, Oltre 200 Eritrei In Libia a Rischio Rinvio Forzato
Roma, 5 lug - Amnesty International ha lanciato ''un'azione urgente'' chiedendo al governo della Libia di ''non rimpatriare in Eritrea un gruppo di oltre 200 eritrei che si trovano attualmente nel centro di detenzione di Sabha, nel sud della Libia, in condizioni drammatiche. Se rinviate in Eritrea, queste persone rischiano di subire la tortura, punizione riservata ai colpevoli di 'tradimento' e diserzione''. Secondo informazioni ricevute da Amnesty International, all'alba del 30 giugno un centinaia di soldati e poliziotti libici, pesantemente armati, hanno fatto irruzione nel centro di detenzione di Misratah, situato nel nord del paese. Dopo aver effettuato un pestaggio, che ha costretto al ricovero 14 detenuti, i funzionari libici hanno caricato oltre 200 eritrei su due container e li hanno trasportati a Sabha. Nelle settimane precedenti, prosegue Amnesty, ai migranti eritrei detenuti a Misratah era stato chiesto di compilare un formulario concernente dati biografici, data di partenza dall'Eritrea, lunghezza della permanenza in Libia e l'eventuale desiderio di rientrare nel paese. Quest'ultima domanda aveva messo in allarme molti dei migranti che, temendo che tali informazioni sarebbero state trasmesse alle autorita' eritree in vista del rimpatrio, avevano rifiutato di riempire il modulo. Le condizioni del centro di detenzione di Sabha sono drammatiche: oltre al sovraffollamento, l'acqua e il cibo sono insufficienti e i servizi igienici inadeguati. Amnesty International ha pertanto sollecitato il governo della Libia a ''non rinviare forzatamente in Eritrea gli oltre 200 cittadini eritrei, rispettando in questo modo il principio internazionale del ''non respingimento' verso paesi in cui una persona potrebbe essere a rischio di subire tortura o altre forme di maltrattamento o dove ''la sua vita, l'integrita' fisica e la liberta' personale potrebbero essere minacciate'''. L'organizzazione per i diritti umani ha anche chiesto alle autorita' di Tripoli di ''fornire acqua, cibo e servizi igienici adeguati, nonche' cure mediche ai detenuti che ne necessitino''.
Rifugiati: Unione Forense, Salvare 300 Eritrei Deportati Da Libia
ARIA CONDIZIONATA
Catrame, batteri e smog nelle stanze: quando il condizionatore scatena la Sindrome dell’Edificio Malato
Aria condizionata sì o aria condizionata no? In ufficio, a casa e anche in auto sorgono spesso delle discussioni tra i tifosi del freddo e quanti preferiscono la temperatura ambiente. Senza la pretesa di dirimere la questione, è importante conoscere i rischi cui si va incontro accendendo il condizionatore e gli accorgimenti da adottare per evitare di rovinarsi la salute. Se infatti in alcuni casi, soprattutto per gli anziani, l’aria condizionata è una necessità, è meglio evitare di accenderla a palla perché la lista delle conseguenze per la salute è pressoché sterminata. E non sono soltanto le persone ad ammalarsi per colpa degli sbalzi di temperatura. Gli esperti hanno di recente diagnosticato la cosiddetta «Sindrome dell’Edificio Malato», che in sette palazzi su dieci è provocata proprio dai condizionatori e che peggiora significativamente la salute di tutti coloro che ci vivono o ci lavorano.
MUCOSE CONGELATE - Come sottolinea il sito angelini.it, il principale pericolo per il nostro apparato respiratorio è legato al fatto che spesso d’estate si passa in pochi istanti dal clima tropicale all’esterno degli edifici a quello polare nelle stanze. E il freddo intenso provoca una specie di blocco delle difese naturali del sistema respiratorio perché riduce l’afflusso di sangue alle mucose di naso e trachea. Con la conseguenza di paralizzare le minuscole ciglia vibratili che rivestono le pareti interne, la cui funzione è quella di allontanare dal nostro corpo i microrganismi presenti nell’aria che respiriamo. Ma nei filtri degli apparecchi si annidano anche pollini, acari (che possono provocare attacchi d’asma nei soggetti allergici) e bacilli di ogni tipo (batteri, funghi, muffe ecc).
MALE DEL LEGIONARIO - Tra questi riveste particolare importanza la Legionella pneumophila che provoca la malattia del legionario. Questo microrganismo vive e si riproduce molto bene nell’ambiente caldo-umido presente all’interno dei condizionatori d’aria e la malattia di cui si rende responsabile è caratterizzata da febbre, tosse e sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea) e perfino bronco-polmonite. Come sottolinea inoltre Calogero Foti, associato di Medicina fisica e riabilitativa dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata, «l'aria non deve mai essere troppo gelida rispetto alla temperatura esterna (non più di 6-8°C), mai diretta, mai troppo continua. Inoltre è bene ricordare di controllare ogni tanto il tasso di umidità (che non deve scendere sotto il 35% o andare sopra il 70%)».
CONDIZIONATORE, MA LA NOTTE NO - Anche perché «bisogna ricordarsi che l’uomo ha in sé delicati sistemi omeostatici in grado di fargli tollerare anche elevate temperature. Quindi, specie la sera, mai dormire con l'aria condizionata accesa per tutta la notte, ma solo nelle prime ore di sonno. Pena probabili risvegli con diffuse mialgie (dolori muscolari, Ndr)». Inoltre, come spiega il sito web lifegate.it , il condizionatore portatile va sistemato a due metri circa dalla zona in cui si sta più spesso, avendo l'accortezza di girarlo in modo che l'aria sia rivolta nella direzione opposta a dove si trova la testa. Meglio utilizzare l'apparecchio qualche tempo prima di soggiornare nella stanza, per poi metterlo al minimo o spegnerlo. L'ideale è un impianto di condizionamento distribuito su tutta la casa, magari dotato di un impianto di deumidificazione, un aiuto in più per chi non sopporta il caldo.
EVITARE I PASSAGGI BRUSCHI - Infatti, è l'alto tasso di umidità a rendere il caldo davvero insopportabile. Il sudore non si asciuga più e la sensazione di bagnato e oppressione provoca cali di pressione, spossatezza e insonnia. Infine altri accorgimenti vanno adottati quando si passa da un ambiente molto caldo a uno molto freddo e viceversa. «Bisogna prima di tutto evitare tutti i passaggi caldo-freddo – spiega su tantasalute.it Fabrizio Pregliasco, virologo e specialista in Igiene e medicina preventiva alla Statale di Milano -. Ad esempio quando usciamo dalla macchina o entrando in un ufficio con l’aria condizionata. Il consiglio è quello di “compensare” nel passaggio da un ambiente all’altro, abituandosi gradualmente alla temperatura più fredda in un luogo intermedio, ad esempio l’atrio dell’ufficio».
PROBLEMI IN 7 PALAZZI SU 10 - Per Pregliasco inoltre «rimane comunque valido il buonsenso, come l’uso di sciarpette, o più in generale il restare ben coperti dove c’é l’aria condizionata. Uno sbalzo sotto i 4-5 gradi va bene, anche se ultimamente ci sono state modificazioni del clima anche intense, e non ci si può fare molto». E oltre a danneggiare la salute delle persone, l’aria condizionata può fare ammalare anche l’intero edificio. Come sottolinea sul sito climatizzazionenews.it l’esperto di manutenzione dei condizionatori, Alessio Galbusera, «studi recenti hanno evidenziato che oltre il 70% dei problemi legati alla qualità dell’aria in ambiente (IAQ, Indoor Air Quality) sono da imputare agli impianti di condizionamento e che, in questo caso, la causa principale è da ricercare nella incompleta, inadeguata o inesistente manutenzione dell’impianto stesso».
LA «SINDROME DELL’EDIFICIO MALATO» - E aggiunge Galbusera: «I condotti dell’aria, che costituiscono i «polmoni» di un edificio, possono accumulare polveri, sporcizia, catrame, fumo di sigarette, microrganismi di ogni genere e corpi estranei di varia natura». Con l’accumulo di sporcizia negli impianti, in particolare nelle canalizzazioni dell’aria, che è destinato ad aumentare, provocando anche un possibile distacco di polveri, smog e materiale sporco e contaminato, che veicolano agenti patogeni nell’ambiente e che vengono quindi respirati dagli occupanti, con conseguenti malesseri e allergie. E la conseguenza, rivela Galbusera, è la «Sick Building Syndrome, cioè la Sindrome dell’Edificio Malato, causata in larga misura dalla contaminazione degli impianti di condizionamento». La sindrome dell’edificio si verifica «quando almeno il 20-30% degli occupanti soffre di una serie di sintomi quali emicrania, ostruzione nasale e prurito, irritazione e bruciore agli occhi, disturbi respiratori e sonnolenza. I dipendenti di un’azienda lavorano male e si mettono spesso in malattia? Spiegate a Brunetta che non sono dei fannulloni, ma che la colpa è tutta degli impianti di condizionamento che hanno causato una Sindrome dell’Edificio Malato.
IL DECALOGO DEL MINISTERO - E proprio per correre ai ripari, nel 2006 il ministero della Salute ha stilato un decalogo sull’aria condizionata che resta attuale ancora oggi:
1) Chiudiamo le porte e le finestre quando c’è l’aria condizionata;
2) Fissiamo il termostato a non più di 3-4 gradi inferiori alla temperatura esterna: mettere il termometro alla temperatura minima non raggiunge un condizionamento utile mentre spreca molta energia;
3) Dopo aver raffreddato il nostro ambiente, regoliamo l’apparecchio sulla deumidificazione se disponibile: miglioreremo il nostro benessere con un notevole risparmio di energia;
4) Per condizionare un ambiente dobbiamo aspettare il tempo necessario: abbassare al massimo il termostato non riduce questo tempo;
5) Proteggiamo gli ambienti dal sole con le tende riducendo l’irraggiamento diretto delle stanze;
6) Chiudiamo l’aria condizionata quando usciamo di casa;
7) Usiamo vestiti leggeri ed ariosi, evitiamo maglie pesanti a protezione dal freddo dell’aria condizionata, ma che ci espongono a forte sudorazione quando cambiamo ambiente;
8) Provvediamo a che i filtri degli apparecchi di condizionamento siano cambiati o puliti regolarmente;
9) Un ventilatore può aiutarci ad abbassare ulteriormente la temperatura dell’aria con un consumo energetico molto inferiore all’apparecchiatura dell’aria condizionata: un appropriato uso dei due apparecchi insieme può dare dei vantaggi;
10) Curiamo la sicurezza elettrica del nostro impianto.
L'aria condizionata fa male? Come e quando usarla, a casa e in ufficio
Aria condizionata sì o aria condizionata no? In ufficio, a casa e anche in auto sorgono spesso delle discussioni tra i tifosi del freddo e quanti preferiscono la temperatura ambiente.
Senza la pretesa di dirimere la questione, è importante conoscere i rischi cui si va incontro accendendo il condizionatore e gli accorgimenti da adottare per evitare di rovinarsi la salute. Il principale pericolo per il nostro apparato respiratorio è legato al fatto che spesso d’estate si passa in pochi istanti dal clima tropicale all’esterno degli edifici a quello polare nelle stanze. E il freddo intenso provoca una specie di blocco delle difese naturali del sistema respiratorio perché riduce l’afflusso di sangue alle mucose di naso e trachea. La prima regola per evitare malanni è comunque quella di non accendere l’aria condizionata quando si è sudati.
CONDIZIONATORE, MA LA NOTTE NO - Inoltre, come spiega il prof. Calogero Foti dell’Università degli studi di Tor Vergata, «bisogna ricordarsi che l’uomo ha in sé delicati sistemi omeostatici in grado di fargli tollerare anche elevate temperature. Quindi, specie la sera, mai dormire con l'aria condizionata accesa per tutta la notte, ma solo nelle prime ore di sonno. Pena probabili risvegli con diffuse mialgie (dolori muscolari, Ndr)». Un’altra minaccia è costituita dai batteri che si annidano nelle condotte dell’aria condizionata, in quanto sopravvivono solo a basse temperature. E quindi d’estate infezioni, allergie, congiuntiviti o raffreddori possono essere prodotti da microrganismi che prosperano nell'ambiente umido che si crea all'interno di un condizionatore sporco. E’ dunque essenziale ricordarsi di sostituire i filtri o pulirli con regolarità secondo le indicazioni del libretto di istruzioni dell'apparecchio. Tra gli accorgimenti da adottare, anche quello di portare con sé una sciarpa di seta leggera da indossare quando si entra in un locale fortemente refrigerato, per evitare di subire eccessivamente lo sbalzo di temperatura.
IL DECALOGO DEL MINISTERO - Ecco il decalogo elaborato fin 2006 dal ministero della Salute:
1) Chiudiamo le porte e le finestre quando c’è l’aria condizionata;
2) Fissiamo il termostato a non più di 3-4 gradi inferiori alla temperatura esterna: mettere il termometro alla temperatura minima non raggiunge un condizionamento utile mentre spreca molta energia;
3) Dopo aver raffreddato il nostro ambiente, regoliamo l’apparecchio sulla deumidificazione se disponibile: miglioreremo il nostro benessere con un notevole risparmio di energia;
4) Per condizionare un ambiente dobbiamo aspettare il tempo necessario: abbassare al massimo il termostato non riduce questo tempo;
5) Proteggiamo gli ambienti dal sole con le tende riducendo l’irraggiamento diretto delle stanze;
6) Chiudiamo l’aria condizionata quando usciamo di casa;
7) Usiamo vestiti leggeri e ariosi, evitiamo maglie pesanti a protezione dal freddo dell’aria condizionata, ma che ci espongono a forte sudorazione quando cambiamo ambiente;
8) Provvediamo a che i filtri degli apparecchi di condizionamento siano cambiati o puliti regolarmente;
9) Un ventilatore può aiutarci ad abbassare ulteriormente la temperatura dell’aria con un consumo energetico molto inferiore all’apparecchiatura dell’aria condizionata: un appropriato uso dei due apparecchi insieme può dare dei vantaggi.
10) Curiamo la sicurezza elettrica del nostro impianto.
martedì 29 giugno 2010
Quando la sabbia diventa arte






Artisti di sabbia al lavoro: sculture che costano sudore e fatica... poi basta un po' di vento e un po' di acqua a farle scomparire. Nella photostory una serie di sculture in sabbia realizzate in varie parti del mondo.
Tra le prime foto le sculture che arrivano dalla Polonia: per realizzare 30 opere ci sono volute ben tremila tonnellate di sabbia.
Estate al cinema...
Certamente non è ancora la grande estate cinematografica americana (modello che si è esteso anche in Europa) ma, nonostante tutto, anche l'Italia a poco a poco si sta aprendo a fare il pieno di film durante la stagione più calda dell'anno.
Si comincia proprio il 18 giugno con The A-Team, distribuzione 20th Century Fox che porterà in sala i celebri personaggi della serie TV degli anni Ottanta. Hannibal (Liam Neeson), Sberla (Bradley Cooper), Murdock il pazzo (Sharlto Copley) e B.A. Baracus (Quinton Jackson)saranno soldati americani in Iraq ingiustamente accusati di tradimento. Proveranno a cercare i veri colpevoli ma alle loro calcagna ci sarà la bellissima Jessica Biel, nei panni di un agente del governo incaricata di arrestarli.
Il 30 giugno sarà il momento di un film che non ha certo bisogno di presentazioni, The Twilight Saga: Eclipse, distribuzione Eagle Pictures in cui ritroveremo Bella Swan e Edward Cullen (Kristen Stewart e Robert Pattinson) in mezzo alla guerra tra vampiri e licantropi. Nel cast ci sarà ancora Taylor Lautner nei panni del licantropo Jacob, innamorato di Bella. La pellicola, diretta da David Slade (regista dell'horror 30 giorni di buio), aumenterà i toni dark. Attualmente gli attori si preparano anche all'ultimo capitolo della saga, Breaking Dawn, in uscita alla fine del 2011.
Il 7 luglio ritornano i vostri amati Woody e Buzz... questa volta, però, in 3D. Proprio così, la Pixar realizza la sua prima trilogia e Toy Story 3D è pronto a battere qualsiasi record di incasso estivo. Ritroveremo i due giocattoli abbandonati dal loro ex proprietario, ormai cresciuto e partito per il college. La pellicola sarà distribuita dalla Walt Disney Pictures.
Il 14 luglio la Fox ritorna con Predators, pellicola prodotta da Robert Rodriguez che ha lo scopo di rilanciare la saga iniziata dal mitico film di McTiernan con Schwarzenegger (1987). Questa volta ritroveremo il gruppo di malcapitati nel bel mezzo del pianeta dei Predators... più facile scommettere su chi morirà che su chi si salverà. Cast d'eccezione con Adrien Brody nei panni dell'eroe; al suo fianco l'ex Morpheus Laurence Fishburne.
Il 18 luglio la Disney sferrerà un nuovo colpo al botteghino con L'apprendista stregone, fanta-commedia interpretata da Nicolas Cage nei panni di un mago alla ricerca del prescelto che salverà il mondo. A mettergli i bastoni tra le ruote ci sarà Alfred Molina, più cattivo che mai.
Il 23 luglio la Lucky Red distribuirà finalmente The Box, fanta-horror a metà strada tra Hitchcock e Ai confini della realtà, interpretato da Cameron Diaz nei panni di una mamma a cui viene offerto un milione di dollari. In cambio dovrà semplicemente premere un pulsante all'interno di una scatola... causando la morte di una persona da qualche parte nel mondo.
Il 27 agosto toccherà a Shrek - E vissero felici e contenti, pellicola 3D e capitolo finale delle esilaranti avventure dell'orco, che questa volta ritroveremo catapultato in una realtà parallela in cui tutto gli andrà storto e nemmeno la sua amata Fiona lo riconoscerà più. Dovrà darsi da fare per aggiustare il paradosso temporale.
Il 3 settembre, infine, arriverà Freddy Krueger con il remake di Nightmare on Elm Street, prodotto da Michael Bay e interpretato da Jackie Earle Haley, attore visto recentemente anche nell'ottimo (e sottovalutato) Watchmen.
I Predators ritornano sul grande schermo
Robert Rodriguez produce il reboot della saga iniziata da John McTiernan e Arnold Schwarzenegger negli anni Ottanta. Cast multi stellare per uno sci-fi all'insegna dello splatter e ambientato sul pianeta dei Predators. Dal 14 luglio al cinema.
"Anche se non avete visto il primo film della serie, questa nuova storia funziona comunque . E lo stesso ovviamente vale per i sequel. Non importa che non li abbiate visti. Perché vi dico che questa volta abbiamo preso tutta una nuova direzione" - parole di Robert Rodriguez, produttore e ideatore di Predators, terzo capitolo ufficiale e reboot della saga inaugurata nel 1987 dal mitico film con Arnold Schwarzenegger. Dimenticate dunque gli spinoff di Alien vs. Predator perché il regista Nimrod Antal vi porterà nella giungla, dove un gruppo di malcapitati finirà nel bel mezzo del banchetto dei predatori.
Questa volta la carneficina avrà luogo sul pianeta dei Predators e a guidare gli umani ci sarà Royce, specialista mercenario interpretato da Adrien Brody. Al suo fianco un gruppo di attori internazionali nei ruoli di ex combattenti, sicari e perfino membri della Yakuza. Tutti nel mirino dei predatori. "E' stata una scommessa ingaggiare Adrien - continua Rodriguez - Un premio Oscar in un film sui Predators? Lo abbiamo preso come un elemento che aggiungeva realtà al nostro film. E vedere Adrien al lavoro è una cosa che ti garantisce un'incredibile fiducia". E non manca anche una chicca di casting: Laurence Fishburne - ex Morpheus di Matrix, passato a CSI - interpreta Noland "Avevamo bisogno di un personaggio che sapeva quello che stava accadendo e aiutasse l'audience ad orientarsi - spiega il produttore - Alcuni lo hanno paragonato a Schwarzenegger. Posso capirlo, ma non è così. È sopravvissuto per tanto tempo sul pianeta. E ha già ucciso un Predator... direi che è un po' fuori di testa anche!".
Pieno di azione, brividi e tanto splatter, Predators è un vero e proprio reboot con cui i realizzatori sperano di inaugurare una nuova serie, proprio mentre Sir Ridley Scott sta già pensando a ben due prequel di Alien: "Abbiamo pensato che questo film fosse proprio come il primo di una nuova saga - conclude Rodriguez - All'inizio ci prendiamo il tempo di costruire i rapporti umani e presentare i personaggi. Più andiamo avanti, più c'è tensione. È un film molto violento".
Bruce Willis tra pallottole e risate
Lo schema è quello solito delle buddy comedy americane, ovvero quei film in cui si mettono uno accanto all'altro due personaggi diversissimi per modi, struttura fisica ed esperienze e li si costringe a vivere assieme un'avventura. Il più delle volte si utilizza la struttura narrante del film poliziesco: i protagonisti sono piedipiatti e l'obiettivo che li unisce è trovare il cattivo di turno. Da 48 ore a Rush Hour passando per Arma Letale, sono tanti gli esempi. Al genere va ora ad aggiungersi Poliziotti fuori. Punto di forza dovrebbe essere la potenziale, frizzante alchimia tra i due interpreti principali: Bruce Willis e Tracy Morgan. Se per il primo non c'è bisogno di presentazioni (come al solito, interpreta poi il ruolo del burbero), il secondo è tanto una star oltreoceano quanto sconosciuto da noi, a meno che non vediate regolarmente il Saturday Night Live - il celebre programma comico della NBC in onda dal 1975 - o il pluripremiato serial televisivo 30 Rock, di cui Morgan è uno dei protagonisti.
Jimmy e Paul lavorano per la prima volta assieme. Devono cercare una rara figurina di baseball rubata da una preziosa collezione. Nel corso delle indagini scoprono però che si tratta solo di una piccola parte di un ben più complesso sistema di riciclaggio di denaro sporco. L'indagine darà modo ad entrambi di conoscersi meglio l'un l'altro e di sopportarsi, forse un po' di più.
Dietro la macchina da presa non c'è un mestierante qualsiasi, ma quel Kevin Smith che riscrisse le logiche del cinema underground negli anni '90, sceneggiando e dirigendo un cult come Clerks. L'anno scorso si parlò di lui perché non fu fatto salire su un aereo perché troppo grasso (lui lo scrisse in diretta tramite Twitter: i commenti furono migliaia). "E' fuori di testa in maniera colossale: lavorare con lui è divertimento continuo" ha dichiarato Bruce Willis a proposito di Smith. Chissà se lo è anche il risultato della loro collaborazione.
domenica 27 giugno 2010
Verona Jazz è al Teatro Romano
Tre le sezioni dell’Estate Teatrale Veronese 2010 che si alternano dal 22 maggio al 30 agosto: la prosa col suo Festival shakespeariano, la danza e Verona Jazz .
Tra gli eventi al Teatro Romano Albertazzi nei panni di Prospero, Leo Gullotta che per la prima volta affronta Shakespeare, il gradito ritorno di Carlo Goldoni, i Momix che festeggiano i trent’anni di carriera, le danze del folclore brasiliano e una nuova edizione di Romeo e Giulietta in prima mondiale. Spettacoli anche in Corte Mercato Vecchio.
Il costo dei biglietti per singolo spettacolo al Teatro Romano:
Platea numerata 26,00 €
Gradinata 16,00 €
Gradinata ridotta 13,00 €
Il costo dei biglietti per Corte Mercato Vecchio
posto unico
€ 8,00
Le rivendite sono presso Verona Box Office
Via Pallone, 12/A - 37121 Verona - Tel. 045 8011154
IL PROGRAMMA DEL VERONA JAZZ PER L'ESTATE TEATRALE VERONESE
SWALLOW-TALMOR-NUSSBAUM TRIO / CHARLES LLOYD QUARTET
TEATRO ROMANO
30 giugno ore 21.00
CHICK COREA - STEFANO BOLLANI DUO
TEATRO ROMANO
1 luglio ore 21.00
CRISTINA ZAVALLONI IDEA “Per caso Aznavour” / BILL FRISELL TRIO
TEATRO ROMANO
2 luglio ore 21.00
LINDA OH TRIO
Corte Mercato Vecchio
1 luglio ore 18.30
Verona Folk
Verone e Provincia si preparano ad accogliere cantanti nazionali e internazionali conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, che saranno protagonisti di serate uniche e particolari.
Le rivendite dei biglietti per le singole serate sono presso Verona Box Office
Via Pallone, 12/A - 37121 Verona - Tel. 045 8011154
Puoi acquistare comodamente i biglietti anche on line su: www.winticket.it
IL PROGRAMMA DELLA RASSEGNA
Domenica 27 giugno - Teatro Romano di Verona - Malika Ayane
Giovedì 8 luglio - Valeggio sul Mincio - Alice
Venerdì 16 luglio - Bovolone - Micah P. Hinson
Sabato 17 luglio - Zevio - Fiorella Mannoia
Sabato 17 luglio - Villafranca - Tambours du Bronx
Venerdì 23 luglio - San Giovanni Lupatoto - Goran Bregovic
Venerdì 30 luglio - Sommacampagna - Davide Van De Sfroos
Domenica 29 agosto - Nogara - Ginevra di Marco
Verona Folk 2010 è la rassegna promossa dall’Assessorato alla Cultura e all’Identità Veneta della Provincia di Verona ed è realizzata nell’ambito dell’accordo di programma con la Regione Veneto, Fondazione Atlantide Teatro Stabile di Verona e l’organizzazione di Box Office Live.
In memoria di Saramago, amore cieco
Senza gli occhi la vista viene dal cuore
Al Piccolo Eliseo un testo di Tenerezza Fattore: storia
di un'epidemia di lucidità «contenuta» in manicomio
ROMA - Amore e affetto. Privazioni. In un mondo difficile da comprendere. Dal 29 giugno al 4 luglio, al teatro Piccolo Eliseo Patroni Griffi di via Nazionale 183, va in scena «Ciechi» per la regia, e l’adattamento, di Tenerezza Fattore. La pièce è ispirata al romanzo «Cecità» del premio Nobel Josè Saramago, recentemente scomparso.
RESPONSABILITA' PERSONALE – In anteprima nazionale, il progetto simbolico-allegorico presentato da Tenerezza Fattore, abbraccia la tematica della responsabilità personale. Sullo sfondo, però, di una critica sociale: oggi, in una qualsiasi città, si sviluppa un’epidemia di cecità che costringe la vista in un «candore luminoso»; il contagio si diffonde rapidamente colpendo tutta la nazione. I primi malati vengono rinchiusi in un ex manicomio e tenuti sotto la minaccia delle armi.
In questa situazione in cui i ciechi (30 attori in scena) sono costretti a vivere nel più bieco abbrutimento, scoppia ogni tipo di violenza e sopraffazione, viene scardinata qualunque regola morale e possibilità di vita civile. Una donna, rimasta miracolosamente immune, si fa comunque internare per restare vicina al marito. Il suo gesto d’amore diventa così la possibilità di restituire a tutti gli altri una speranza collettiva.
Musiche e immagini completano il quadro del dramma, aprendo squarci anche sul mondo onirico dei protagonisti, come a dare forma ad uno dei più grandi incubi dell'inconscio collettivo. I personaggi restano anonimi, il luogo indefinito, il dialogo frammentato e simbolico come nel romanzo.
CONTATTO FISICO – Lo spettacolo, prodotto da Cassiopea teatro-sperimentazione, propone inoltre atti di coinvolgimento fisico vero e proprio. Un lavoro che è soprattutto un’esperienza profonda, emotivamente estrema (gli attori in scena sono tutti ciechi). E carica di contenuti sociali e politici. Numerosi gli attori coinvolti: Valeria De Angelis, Dario Biancone, Riccardo Monitillo, Alberto Mosca, Giorgia Guerra, Andrea Murchio, Diana d’Angelo, Vanina Marini, Roberto Fazioli, Fabiano Danilo Vanella, Daniele Antonini, Giorgia Pordenoni, Giacomo Ferraù, Nicola De Santis, Luca Di Giovanni, Luca Calone, Tiziano Mariani, Immacolata Mercadante, Marzia Colandrea, Claudio Nicolini; con l’amichevole contributo di Giulia Innocenza e la partecipazione degli allievi dell’Accademia Cassiopea.
IL RICORDO - Il 29 giugno, per commemorare Josè Saramago, prima dello spettacolo, interverranno Fernando d’Oliveira Neves, ambasciatore del Portogallo a Roma e Paolo Flores d’Arcais, direttore della rivista Micromega. Gli spettacoli sono alle 21 dal martedì al sabato, alle 18, domenica. Il biglietto costa 22 euro, 16 il ridotto. Per informazioni e prenotazioni: tel. 065580827 - 3403029448.
Villa Giulia, il museo etrusco si rinnova
ROMA - Grande festa a Villa Giulia, da anni quasi dimezzata a causa dei lavori di consolidamento del ballatoio «Minissi» e dell’ala sinistra costati quattro milioni di euro. Tornano alla luce di nuovo duemila reperti archeologici, da mercoledì si riaprono infatti 22 delle 40 sale che compongono l’intero e affascinante museo di Villa Giulia, nella splendida struttura fatta edificare da Giulio III tra il 1550 e il 1555, esempio fulgido di architettura tardo-rinascimentale.
IL PIU' IMPORTANTE MUSEO ETRUSCO D'ITALIA - Tornano fruibili e in nuova veste interi complessi archeologici come la «Tomba del letto funebre» di Tarquinia, la «Tomba del carro», la «Tomba del guerriero». Villa Giulia, museo nazionale etrusco, era quasi dimezzata. In questo posto magico a Roma in cui dal 1889 ha sede il museo etrusco lunghi lavori di consolidamento avevano di fatto comportato una sorta di dolorosa amputazione. Otto anni, alleviati dall’estesa Collezione Castellani che nel tempo ha garantito comunque una buona fruizione del più importante museo etrusco italiano. Però per otto lunghi anni le sale dedicate a Cerveteri Tarquinia e Vulci erano state chiuse. Nel cono d’ombra era entrata di fatto anche parte della grande raccolta antiquaria frutto del Museo Kircheriano, un tempio al Collegio Romano.
ALLESTIMENTI PIU' RICCHI - «Riapriamo ora con un bel rinnovamento - spiega la sovrintendente Anna Maria Moretti -. Nel senso che non solo abbiamo valorizzato corredi finora non esposti ma abbiamo riproposto anche quanto già esposto con allestimenti più luminosi e ricchi, dotandoli di supporti didattici semplificati. Non abbiamo fatto forzatura agli allestimenti del passato, abbiamo solo introdotto una marcia in più…». La sezione di Vulci riapre dunque col famoso «Centauro in nerfo» (590 a.C.) affiancato dal «Giovane su ippocampo» (550 a.C.) e dall’ «Anfora attica a figure rose del pittore di Berlino», uno dei tesori che il Metropolitan Museum di New York ha restituito poco tempo fa all’Italia.
CAPOLAVORI RITROVATI - La novità di Vulci è soprattutto nella nuova sistemazione della «Tomba del carro in bronzo» (680 a.C.) che viene riproposta così come fu trovata nel corso dello scavo cinquant’anni fa. Rinnovata anche la «Tomba del guerriero» (520 a.C.) che propone ora una ricca panoplia in bronzo e parecchio vasellame. La sezione Cerveteri, superato il famoso «Sarcofago degli sposi» (530 a.C.) che fa un po’ da sentinella al nuovo percorso, propone subito scavi recenti, come i reperti del «Tumolo di San Paolo» (670 a.C.) con servizi di banchetto con buccheri e rare ceramiche greche. Poco oltre si fa bella dei capolavori ritrovati, come il celebre «Vaso di Eufonio» (illustrato col mito di Sarpedonte) e la «Coppa di Onesimos» (con la guerra e la caduta di Troia) rispettivamente restituiti dal Metropolitan e dal Getty Museum. A Cerveteri sono collegate poi le antichità del «Santuario di Pyrgi», con un maestoso altorilievo raffigurante i Sette contro Tebe. In questo contesto appare per la prima volta riordinata la «Tomba del letto funebre» di Tarquinia (460 a.C.), strappata con i suoi affreschi dai depositi in cui giaceva da sempre. Concludono il giro le ritrovate antichità della Collezione Antiquaria: un esempio per tutti, la «Cista Ficoroni» con il mito di Giasone e degli Argonauti.
Caravaggio, la mostra più visitata
Visitatori totali 58mila dei quali in media 5.150 ogni giorno durante i 4 mesi. L'incasso 4 milioni di euro
«La mostra di Caravaggio ha registrato un record assoluto di visitatori: 580mila» ha detto il sottosegretario al Mibac (Ministero dei Beni Culturali), Francesco Maria Giro. La mostra dei record si è chiusa domenica 13 giugno con una no stop di apertura (compresa la notte tra sabato e domenica) che ha visto la presenza di 11mila visitatori in 24 ore. I numeri della mostra di Caravaggio sono stati da record già dal primo giorno di apertura, quando a porte ancora chiuse le prenotazione online erano già 50mila. E in quattro mesi la media delle entrate giornaliere è stata di 5.150 visitatori, nonostante le lunghe code anche di 2 o 3 ore, la pioggia battente dei mesi di aprile e maggio e l'affollamento davanti ai quadri. «La mostra più visitata d'Italia negli ultimi 10 anni» hanno assicurato dalle Scuderie del Quirinale. «L'incasso è stato di circa quattro milioni di euro tra biglietti interi, ridotti ed entrate per le scuole con una spesa di circa 2 milioni».
LE OPERE DELLA MOSTRA - La rassegna organizzata dall'Azienda Speciale Palaexpo nell'anno che celebra il IV centenario della morte, ha riunito per la prima volta 24 capolavori assoluti di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, concessi in prestito dai maggiori musei del mondo in via del tutto eccezionale. Come la «Canestra di frutta» della Biblioteca Ambrosiana, la celeberrima «Fiscella» che non era mai uscita dalla sua sede. E poi l'«Amor vincit omnia» prestato dalla Gemaldegalerie di Berlino, «Il Baro» del Kimbell Art Museum di Forth Worth, «Il suonatore di liuto» dall'l'Ermitage, «I musici» dal Metropolitan di New York. Senza contare «L'Incoronazione di spine» prestata dal Kunsthistorishes Museum di Vienna e l'«Adorazione dei pastori», recentemente restaurata, arrivata dal Museo Regionale di Messina. Insomma, come sottolineavano presentandola alla stampa i curatori Rossella Vodret e Francesco Buranelli, abbastanza per garantire «un'esperienza emozionale».
CARAVAGGIO IN CITTA' - La città di Roma però continua a rendere omaggio al pittore della luce. anche a mostra chiusa. Infatti la capitale ospita il maggior numero di opere di Caravaggio nelle chiese, alla Galleria Borghese, al Casino Ludovisi. La Chiesa di San Luigi de' Francesi contiene tre opere del grande maestro: la Vocazione di San Matteo e il Martirio di San Matteo eseguiti tra il 1599 e il luglio del 1600, mentre San Matteo e l'Angelo collocato sull'altare è datato 1602. Nella Chiesa di Sant'Agostino, sull'altare della prima cappella a sinistra, è situata la Madonna dei Pellegrini databile tra il 1603 e il 1606. A Santa Maria del Popolo, nella cappella Cerasi, sono esposti due celebri quadri raffiguranti la Conversione di San Paolo e la Crocifissione di San Pietro.
I CONFRONTI - I 582.577 visitatori raccolti da Caravaggio superano anche il successone nel 1999-2000 dei «Cento Capolavori dell'Ermitage», che furono visti da 573mila persone e quasi doppiano i 318.558 raccolti nel 2006 da un'altra strepitosa e altrettanto unica rassegna, quella dedicata ad Antonello Da Messina, che rimase aperta 100 giorni. Facendo un confronto con le mostre del 2009, non c'è storia con quella più visitata dell'anno appena passato, che è stata la 53esima Biennale dell'arte (341.981). Confronto schiacciante anche con il 2008, anno nel quale la mostra più gettonata, Paul Gauguin al Vittoriano, portò "solo" 243.182 persone. Meglio hanno fatto soltanto Mantegna nel 2006-2007 con quasi un milione di persone (962.341) divise però in tre sedi espositive, nonchè i Faraoni a Palazzo Grassi (619.478) nel 2003 e Van Gogh, sempre nel 2003, alla casa dei carraresi a Treviso (602.415), questo senza contare le presenze boom sempre raccolte dalle mostre allestite al Colosseo (il top nel 2003 per Nike-Il gioco e la vittoria che ebbe 1 milione e mezzo di visitatori) dove però bisogna tenere conto del biglietto unico che permette nel contempo di visitare il monumento più famoso del mondo, il Palatino e i Fori imperiali.
Vedi:
http://roma.corriere.it/roma/notizie/arte_e_cultura/10_giugno_14/caravaggio-mostra-record-1703198949372.shtml
Scoperti i ritratti più antichi degli apostoli nelle catacombe di Santa Tecla


Immagini risalenti al IV secolo, individuate in un piccolo cubicolo a poca distanza dalla basilica di San Paolo
ROMA - Il cubicolo degli Apostoli, nel sito conosciuto come Ponticello di San Paolo: prima San Paolo un anno fa, ora Pietro, Andrea e Giovanni. Immagini del IV secolo dopo Cristo, le prime e più antiche icone degli apostoli sono state scoperte a Roma in un piccolo cubicolo lungo un paio di metri delle catacombe romane di Santa Tecla, in via Silvio D’Amico nei pressi della via Ostiense e a poca distanza dalla basilica di San Paolo fuori le mura. Le icone sono state rinvenute a quattro metri di profondità sotto un palazzo costruito dalle Assicurazioni generali negli anni ’50, che con le sue fondamenta aveva risparmiato miracolosamente la catacomba. Il cunicolo in effetti era noto fin dal 1720, ma un solido velo di calcare ne oscurava gli affreschi.
LASER - C’è voluto il laser per scoprirli, a niente erano serviti bisturi, acqua, nebulizzazioni. Il ritrovamento è stato illustrato oggi da monsignor Gianfranco Ravasi, presidente della Pontificia commissione di Archeologia sacra, monsignor Giovanni Carrù, segretario della stessa commissione, il professor Fabrizio Bisconti, sovrintendente Archeologico delle catacombe e docente di Archeologia cristiana e medievale a Roma Tre e Barbara Mazzei, responsabile del restauro. Tutto è iniziato un anno fa, quando in un angolo della volta del cubicolo gli archeologi avevano scoperto un primo volto, quello di San Paolo. Era il giugno del 2009, da quel momento gli studiosi hanno intuito che nella volta del cubicolo si potevano nascondere altre icone. «Dopo vari tentativi falliti il laser ha fatto centro – spiega Bisconti -. Venuta giù la patina calcarea, abbiamo scoperto nei tre angoli della volta gli altri apostoli e al centro l’immagine del Buon Pastore. Sono le prime rappresentazioni degli Apostoli come icone in assoluto. Ora disponiamo delle più antiche immagini degli apostoli risalenti alla fine del IV Secolo. Per Andrea e Giovanni si tratta delle più antiche rappresentazioni in assoluto, mentre immagini dell'apostolo Pietro si hanno già alla metà del IV secolo, ma mai da solo, in un'icona". '
CULTO DEGLI APOSTOLI - «La scoperta dimostra l'introduzione e la diffusione del culto degli apostoli nelle origini del Cristianesimo'', ha spiegato la aggiunto la dottoressa Mazzei. Nella volta del cubicolo ci sono anche le immagini di una matrona romana, probabilmente la donna che lì ha trovato sepoltura, e di «un fitto cassettonato che forse imitava la basilica di San Paolo: sappiamo che alla fine del IV secolo era stato ricostruito un “martyrium paolino” e diverse fonti ci dicono che il soffitto era tutti travi e lamine d’oro». «Il cubiculo - prosegue Bisconti - emula un mausoleo o una basilica. Vicino c’è l’immagine di un collegio apostolico con Cristo al centro tra gli apostoli, come di solito era raffigurato nelle absidi delle basiliche romane. La matrona appare ingioiellata insieme alla figlia in atteggiamento orante». Secondo l’archeologo il cubicolo indica la vita religiosa cristiana di Roma di quel tempo. «Alla fine di IV secolo a Roma vive san Girolamo, che dà avvio a una sorta di ascetismo quasi monacale, coinvolgendo diverse matrone della città. E la donna sepolta in quel cubicolo poteva essere una di queste aristocratiche che, convertita al cristianesimo, viaggia poi in Terra santa per vedere i luoghi degli apostoli. Poi, al ritorno, fa riprodurre le loro immagini sulla tomba». Ora il lavoro è finito, la catacomba resta chiusa al pubblico (solo cinque sono quelle visitabili) ma su richiesta di un appuntamento presso la Commissione pontificia di archeologia sarà possibile chiedere di visionare il cubicolo.
Nuove scoperte sulle mura di Gerico
La Missione archeologica della Sapienza in Palestina ha concluso una campagna di scavi che amplia le conoscenze sul sito di Tell es-Sultan, l’antica Gerico
La Missione archeologica in Palestina, diretta dal professor Lorenzo Nigro, ha ripreso le proprie attività nei mesi di marzo e aprile 2009, in collaborazione con il Dipartimento delle Antichità dell’Autorità nazionale palestinese nel sito di Tell es-Sultan/antica Gerico, uno degli insediamenti più antichi del mondo. Le ricerche sono state finalizzate alla protezione e valorizzazione del sito archeologico nel quale si sono conservati resti antichissimi, dalla prima frequentazione umana dell’area attorno alla sorgente di ‘Ain es-Sultan (la biblica sorgente di Eliseo), avvenuta attorno al 10.000 a.C., al progressivo sviluppo della comunità gerichiota, una delle prime a basarsi sull’agricoltura per la sussistenza e a sviluppare una tecnica edilizia modulare.
Nelle altre aree interessate dagli scavi della Missione, sono avvenute ulteriori interessanti scoperte: le doppie mura del Bronzo Antico III (2700-2350 a.C.), sulle quali sono conservate ancora visibili le evidenti tracce di una violentissima conflagrazione che pose fine alla vita della città: travi bruciate, cenere, mattoni combusti e crollati; l’abitato di quest’epoca ha restituito reperti di grande interesse scientifico, dalle ceramiche d’importazione e da esportazione, ai pesi da bilancia per metalli, nonché lame in selce e contenitori in terracotta; nell’area meridionale del tell, la Missione ha scavato l’imponente sistema difensivo del II millennio a.C. (2000-1550 a.C.), quando Gerico era la capitale dei Cananei.
La situazione politica e il forte sviluppo urbano minacciano terribilmente il Patrimonio archeologico palestinese, tra i più ricchi del mondo. La Sapienza ha iniziato una catalogazione sistematica di tutti i siti archeologici della West Bank ai fini della loro protezione, in stretta collaborazione con il Dipartimento delle Antichità dell’Autorità nazionale palestinese.
El Dorado esiste davvero
La mitica citta' d'oro e' finalmente venuta alla luce nel Brasile occidentale vicino al confine con la Bolivia
LONDRA - La leggendaria El Dorado esiste davvero. La mitica citta' d'oro alla cui ricerca partirono prima i conquistadores e poi diversi esploratori trovando la morte nella foresta amazzonica, e' finalmente venuta alla luce nel Brasile occidentale vicino al confine con la Bolivia, grazie a nuove immagini satellitari e a fotografie aeree di zone disboscate per far posto ai pascoli. Secondo quanto riporta oggi la rivista britannica Antiquity, si tratta di oltre 200 strutture circolari e poligonali, disposte in una precisa rete geometrica che si estende per una lunghezza di oltre 250 chilometri.
Secondo gli scienziati che hanno mappato la rete di muri e trincee che collegano gli edifici, quanto scoperto finora potrebbe essere soltanto un decimo di quanto fu costruito da una complessa e finora sconosciuta civilta' precolombiana esistita per almeno un migliaio di anni. Alcune delle strutture risalgono infatti al 200 d.C., altre al 1283 e gli studiosi credono che potrebbero esserci ancora circa 2.000 edifici nascosti sotto la fitta giungla. Secondo alcuni antropologi, la costruzione di una rete cosi' estesa, sofisticata dal punto di vista ingegneristico e ricca di canali e di strade, sarebbe paragonabile in quanto a scala e difficolta' a quella delle piramidi in Egitto. Molte delle strutture rinvenute sono simmetriche e inclinate verso il nord, facendo presupporre che avessero un significato astronomico. A stupire i ricercatori e' stato soprattutto il fatto che le strutture delle pianure sono identche a quelle delle aree collinari, indicando quindi che si trattava della medesima civilta'. "Nell'archeologia dell'Amazzonia si ha questa convinzione che diverse civilta' abbiano abitato in diversi ecosistemi.
E' stato quindi strano scoprire una civilta' in grado di trarre vantaggio da ecosistemi diversi e di espandersi su una regione cosi' grande", ha dichiarato Denise Schaan, una delle autrici dello studio. La scoperta della citta' perduta contraddice quanto sostenuto fino ad ora, ovvero che i suoli di questa parte dell'Amazzonia sarebbero stati troppo poveri per sostenere una civilta' agricola e che ad abitarli siano stati soltanto tribu' primitive. I conquistadores che raccontarono di aver trovato "citta' risplendenti di bianco" nascoste nella giungla forse quindi avevano detto la verita'. Ma furono forse proprio loro a introdurre le malattie e a mettere in moto la serie di catastrofici eventi che consegnarono all'oblio una complessa civilta' e le sua citta' perduta.
Ostia, scoperto 'piccolo Colosseo'
L'anfiteatro e' venuto alla luce dopo uno scavo che dura da tre anni
OSTIA (ROMA) - Anche Ostia aveva un suo Colosseo. Decisamente piu' piccolo dell'originale e forse utilizzato per ludi 'privati' tanto piu' che si trovava all'interno del Palazzo Imperiale di Traiano, ma a giudicare dalle fondamenta, emerse nel corso di un scavo condotto da un'equipe inglese guidata dal professor Simon Keay, doveva ricordare molto il celeberrimo Anfiteatro Flavio. La struttura, spiega il professore, misura 42 metri per 38 e risale al III secolo d.C.. Gli scavi, condotti in collaborazione con la British School at Rome, l'Universita' di Southampton e l'Universita' di Cambridge (che hanno finanziato il progetto) e con la soprintendenza ai beni archeologi del Lazio, hanno portato alla luce due file di mura che formano un emiciclo in prossimita' della facciata F del Palazzo, che da' su una zona, sottolinea Keay, che non doveva essere aperta al pubblico.
Archeologia: tsunami 3000 anni fa investi' coste Israele
Archeologia: in Puglia immigrati da Asia
Gia' duemila anni fa in Italia c'erano immigrati dall'est dell'Asia. Lo ha scoperto un team di ricercatori canadesi a Vagnari, in Puglia. L'analisi del Dna di uno degli scheletri umani trovati nel sito archelogico ha mostrato un'origine asiatica. 'I nostri dati hanno rivelato che alcuni abitanti di Vagnari provenivano da molto al di fuori dei confini dell'impero Romano - spiega la coordinatrice dello studio - e questo pone molte questioni su globalizzazione e mobilita' nell'antica Roma'.
Archeologia: Tutankhamen mori' di malaria e fratture
Svelato il mistero della morte di Tutankhamen proprio nell'anniversario dell'apertura dei sigilli della sua tomba nel lontano 1923. Il faraone d'Egitto - rivelano due anni di sofisticate analisi su suoi resti - mori' giovane per complicazioni di un attacco di malaria cerebrale e di una frattura a una gamba. Ma Tutankhamen - spiega lo studio pubblicato sulla rivista dei medici Usa 'JAma' - soffri' sin dalla nascita di malattie congenite: labbro leporino, piede equino, morbo di Kohler.
Ritrovato in Giordania il palazzo reale Al-Batrawi

Scoperta archeologica di studiosi de La Sapienza. La citta' fortezza, tra il 2900 ed il 2300 avanti Cristo, controllava le vie carovaniere del deserto
ANSA
ROMA - Archeologi dell'Università di Roma La Sapienza, hanno riportato alla luce in Giordania, nel sito di Kirbet al-Batrawi, il palazzo reale della città fortezza che tra il 2900 ed il 2300 avanti Cristo, controllava le vie carovaniere del deserto.
A riferire della scoperta, -fatta in sinergia con il dipartimento delle antichita' della Giordania - è stato questa mattina a Parigi, nell'ambito dell'XI convegno internazionale di storia e archeologia della Giordania, il direttore della missione italiana Luciano Nigro, ordinario di archeologia del vicino oriente antico alla Sapienza, nonché scopritore, nel 2004, del sito di al-Batrawi.
Il ritrovamento del palazzo reale è di particolare importanza perché' prova che al-Batrawi era una vera città-stato, una delle prime del Levante meridionale, e non un agglomerato di villaggi. E non solo: all'interno di una delle sale - ha anticipato all'ANSA Luciano Nigro - sono stati ritrovati oggetti di incredibile valore storico, reperti ceramici in straordinario stato di conservazione che rappresentano il corpus di forme piu' completo mai rinvenuto nel Levante meridionale per l'epoca in questione.
Si tratta di un centinaio di vasi interi (la maggior parte ancora contenenti i resti carbonizzati), servizi da mensa, nonché vasetti miniaturistici decorati. Tra gli oggetti piu' interessanti, segnala Nigro, 4 asce di rame (metallo assai prezioso per l'epoca, il cui possesso per un re levantino del III millennio era un segno di grande potere), una grande coppa usata per le cerimonie e un tornio da vasaio in pietra, strumento per l'epoca rivoluzionario.
Il suo ritrovamento all'interno di un'area 'protetta' del palazzo, sottolinea Nigro, indica che la gestione della tecnologia era ritenuta un nodo cruciale.
America's Cup
Mascalzone Latino
MISS ITALIA NEL MONDO: VINCE LA SVIZZERA
Miss Nicaragua - 2° classificata
19-21 APRILE - VERONA: GREENBUILDING E SOLAREXPO
Uffizi: restaurata Adorazione Lippi
ANCHE CATE BLANCHETT IN 'INDIANA JONES 4'
KYOTO: FIORONI, IMPIANTI FOTOVOLTAICI IN TUTTE LE SCUOLE
Con questo sistema, secondo Fioroni in una scuola del sud, dove l'insolazione e' maggiore, ogni scuola potrebbe avere un ricavo annuo di 41.250 euro mentre al nord si avrebbe comunque un consistente ricavo di 30.250 euro. Quanto alla fattibilita' del progetto, la struttura di molti edifici scolastici sembra essere ideale per l'installazione di pannelli fotovoltaici destinando a questo scopo ad esempio le terrazze che sovrastano gli edifici o i cortili. Poiche' gli edifici non sono di proprieta' delle scuole si puo' prevedere che con opportune collaborazioni con istituti di credito interessati, regioni, enti locali e anche attraverso sinergie con capitali privati, la scuola partecipera' solo al costo di ordinaria e straordinaria manutenzione dell'impianto utilizzando il corrispettivo dei ricavi dell'energia prodotta. I vantaggi sarebbero percio' indubbi: una parte dell'energia prodotta potrebbe essere utilizzata per i consumi stessi azzerando il costo della bolletta elettrica, la parte rimanente potra' essere ceduta al distributore locale (Enel, Acea, ecc.) che e' obbligato ad acquistarla al prezzo stabilito dall' Autorita' per l'energia elettrica e il gas (0,090 euro kwh prodotta).
Un altro risultato positivo secondo il ministro sarebbe quello di educare i ragazzi attraverso l'esperienza concreta: ''Modificando l'ambiente scolastico si apprende - ha detto - e si impara dalla realta'''. Per la realizzazione di questo progetto ci si sta muovendo in tre direzioni: un accordo quadro tra il ministro della Pubblica Istruzione e quello dell'Economia; un protocollo d'intesa tra il dicastero di viale Trastevere e l'Enea che ha offerto la propria disponibilita' a seguire la compatibilita' tecnico-scientifica dei progetti; la programmazione di corsi di formazione sull'efficienza energetica per il personale scolastico, prima in via sperimentale e poi su larga scala. ''Le istituzioni scolastiche - ha concluso Fioroni - si trasformeranno cosi' in veri e propri laboratori di risparmio ed efficienza energetica all'interno dei quali la comunita' scolastica sara' l'attore protagonista del progetto''.
SMOG: 15 CITTA' GIA' FUORILEGGE PER PM10; VERONA PRIMA
IL PIU' CALDO DI SEMPRE NEW YORK
"Le temperature nel mondo sia sulla terra ferma sia sui mari sono state le più elevate registrate per il mese di gennaio", si legge in un comunicato del centro. In media (sul mare e sulla terra) le temperature sono state di 0,85 gradi al di sopra della media del 20/o secolo per gennaio.
Il record precedente era del 2002, quando la media era stata sorpassata di 0,71 gradi. In particolare le temperature terrestri sono state d 1,89 gradi sopra la media mentre quelle oceaniche hanno superato sia pure di poco anche il record stabilito nel 1998, quando era al suo massimo il fenomeno del Nino, che peraltro si sta ora ripresentando.
"La presenza del Nino così come la generale tendenza al riscaldamento del pianeta", hanno contribuito a stabilire questi dati, si afferma nel comunicato. Le alte temperature hanno anche fatto sì che nel continente euroasiatico ci siano state bassissime precipitazioni nevose. Nel corso del 20/o secolo le temperature sono aumentate di circa 0,06 gradi ogni dieci anni ma dal 1976 l'aumento è triplicato passando a 0,18 gradi. Gli aumenti maggiori di temperatura si sono avuti vicino al polo nord.
Al via Treno verde: controlla smog
|
|
Saranno monitorate 7 citta', tra cui Milano, Roma e Napoli |
ROMA - Al via il treno verde di Legambiente e Ferrovie, che attraversera' l'Italia per controllare livelli di smog e decibel. Saranno sette le citta' ad essere poste sotto la lente d'ingrandimento: Firenze, Bologna, Milano, Genova, Napoli, Bari e Roma. Secondo una media ponderata di viaggiatori che hanno scelto il treno piuttosto che l'auto privata, in poco piu' di un decennio un minor rilascio nell'atmosfera di 164 mila tonnellate di Co2. |
Giulia Santerini intervista Carla Bruni, in Capital Tribune
Top model tra le più pagate al mondo, donna amata ed invidiata, sposa e mamma felice, da cinque anni anche cantautrice di successo.
Carla Bruni in Capital Tribune
Una risposta a tanti perché...Perché cominciare a fare musica dopo quasi 20 anni in passerella, perché mettersi con un filosofo trentenne dopo essere stata con Mick Jagger ed Eric Clapton...Torinese di nascita, Carla Bruni si trasferisce a cinque anni a Parigi, dove cresce. Il padre è compositore e diventa direttore artistico del Teatro Regio di Torino. Alla fine degli anni Ottanta diventa una delle modelle più pagate al mondo, poi sposa il filosofo Raphael Enthoven da cui ha un figlio, Aurélien, nato nel 2001.
Nel 2002 pubblica il suo primo album da solista nel 2002, 'Quelqu'un m'a dit'. Il 15 gennaio 2007 esce il suo secondo lavoro No Promises, cantato in inglese.
E i perché proseguono...perché la poesia inglese è la più moderna, perché aveva ragione Einstein, tutto è relativo.
Domande e risposte di Carla Bruni da martedì 20 a sabato 24 febbraio alle 8.45 in Capital Tribune.
Uccide figlio a coltellate: autopsia, due i colpi mortali
| Il marito le impediva di portare bimbo in Romania, si vendica |
| VERONA - Il piccolo Fabio e' morto per 2 colpi mortali. E' il risultato dell'autopsia sul corpo del bimbo ucciso martedi' a coltellate dalla madre. La donna, una rumena di 30 anni, avrebbe sferrato sul figlio di 13 mesi, 4 colpi, 2 dei quali letali, per vendicarsi del marito, che aveva ottenuto dal Tribunale dei Minori il divieto di espatrio per piccolo, impedendole di portarlo con se' in Romania. La donna, che dopo il terribile gesto ha tentato il suicidio, e' ora ricoverata in ospedale. |
IN CROAZIA HITLER SU BUSTINE ZUCCHERO
ECO-ENERGIA:PECORARO,CI SONO I SOLDI PER SVOLTA FOTOVOLTAICO
| |||
Alfonso Pecoraro Scanio: le vecchie norme sulla vivisezione vanno superate
La vivisezione non è affidabile, perché la fisiologia degli animali è diversa da quella degli esseri umani
''La vivisezione, come ormai gran parte della comunita' scientifica afferma, non e' affidabile, perche' la fisiologia degli animali e' diversa da quella degli esseri umani. Queste vecchie norme vanno superate''. Cosi' il ministro dell'Ambiente e leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, ha commentato l'istituzione del premio Pietro Croce, consegnato oggi alla moglie dello scienziato, considerato il promotore della lotta contro la vivisezione. L'occasione e' stato il convegno organizzato a Roma da Equivita, Animalisti italiani e Movimento ecologico nazionale Una. ''Il premio - ha detto Pecoraro Scanio - e' sostenuto dai Verdi e riguardera' un'attenzione alle scelte scientifiche per una sperimentazione 'vera'. Nel programma di governo c'e' anche il superamento della vivisezione come metodo di valutazione scientifica, con l'obiettivo di andare verso sistemi alternativi validi, come quelli sulle colture cellulari. Credo si debba procedere in questa direzione - ha concluso il leader dei Verdi - e tutti gli atti del governo debbono essere coerenti ad andare in questo senso, e' un fatto di civilta'. Si tratta anche di sradicare interessi, oltre che vecchie convinzioni''. ''Croce e' stato il primo a dire 'no' alla sperimentazione sugli animali - spiega Ilaria Ferri, direttore dell'associazione animalisti italiani - un metodo che conosceva bene perche' l'ha praticato. Oggi esistono tecniche alternative come la tossicogenomica, che studia l'effetto delle sostanze nocive mettendole a contatto con cellule umane testate in vitro, in modo efficace e meno costoso''. Il presidente di Equivita, Gianni Tamino, ha poi sottolineato come il programma di governo, a favore di metodi alternativi, sottintenda in questo senso anche ''un impegno per la modifica della normativa comunitaria''.
Altilia: una moneta antica che vale un tesoro
Il rinnovato interesse per i tesori archeologici delle Serre di Altilia, dopo le ultime scoperte realizzate con l’ausilio delle immagini satellitari, consente in questi giorni di acquisire notizia e resoconti di ritrovamenti casuali avvenuti in passato e dei quali finora non era stato possibile occuparsi.
E’ il caso di una moneta (fig. 1) balzata fuori da un terreno agricolo nel lontano 1976 in località Porcile-Piano dei passeri, a poca distanza dall’attuale abitato di Altilia ed ai piedi della collina che ospita l’archeozona della Vigna Barracco (fig. 2).
Descrizione della moneta
Un esame accurato del reperto, condotto in collaborazione con Vincenzo Clarà e Raffaele Iaquinta, spinge a ritenere come esso sia, con un buon margine di sicurezza, un esemplare di moneta ellenistica tolemaica.
Il dritto, anepigrafe, raffigura l’immagine della testa diademata della regina Cleopatra I, prospicente a destra, nelle vesti di Iside, divinità egizia venerata ad Alessandria ed in gran parte del Mediterraneo.
La dea-regina è rappresentata con la corona e lunghe trecce.
Il rovescio reca al centro un’aquila, collocata a 3/4 con le ali spiegate stante su fulmine. A sinistra è visibile la scritta in greco P…EMAIOY con le lettere TOL abrase, mentre a destra si legge, anche se a fatica, BASILEOS (in traduzione “di Tolomeo Re”). Parzialmente chiari sono i monogrammi interni, tranne L (lambda) a sinistra. La moneta, del peso di gr. 5.82 e diametro di 25 mm, osservata al microscopio risulta, per struttura molecolare, costituita da una lega di argento placato rame. La patina, ripulita dell’ossido, si distingue per l’elegante e raffinato color cioccolato.
Per quanto concerne la misura, tenendo conto del peso si tratta di una didrachma, anche se la legenda IIII visibile in verticale a destra sul rovescio indicherebbe un valore monetale pari ad un tetrachmon.
Un esemplare ben documentato
La moneta ritrovata ad Altilia dal punto di vista numismatico e figurale è ben documentata in repertori e cataloghi.
La tipologia più prossima al dritto (Cleopatra I come Iside) la possiamo osservare in un esemplare dell’American Numismatic Society, studiato da Paolo Visonà, A new Ptolemaic head of Isis, University of Michigan, Museum of Art and Archaeology, Bullettin vol. 8, 1986-88, pp. 4-14, e corrispondente al n. 1235 dell’opera di J. N. Svoronos, Ta nomismata tou kratous ton Ptolemaion, Atene 1904.
Entrambi i riferimenti sono cronologicamente inquadrati tra il 205 ed il 180 a. C. Per quanto concerne il rovescio (aquila su fulmine) notevoli analogie – anche per la patina color cioccolato – sono individuabili con l’esemplare della Edgar L. Owen Premier Gallery of Antiquities di cui al n. 7880 del catalogo di D. R. Sear, Greek coins and their values, voll. 2, Seaby, Avon 1979-1995.
L’anno di coniazione
Ulteriori precisazioni cronologiche risultano evidenti considerando le fonti storico-letterarie e papiracee dell’Egitto tolemaico. Cleopatra I, nata attorno al 219-10 a. C., era figlia di Antioco III re di Siria e della sua prima moglie Laodice.
Dopo tre anni di fidanzamento, nel 194-3 sposa a Raphia il sovrano d’Egitto Tolomeo V Epifane. Con il matrimonio Cleopatra I viene assunta nel novero delle divinità oggetto di culto, secondo la tradizione dinastica dell’epoca.
Il titolo di theía a giudizio di P. W. Pestman, Chronologie égyptienne d'après les textes démotiques, Leiden 1967, appare per la prima volta in un papiro relativo alle liste dei sacerdoti eponimi dell’anno dodicesimo, ovverosia proprio del 194-93.
Di contro W. Clarysse e G. Van der Veken, The Eponymous Priests of Ptolemaic Egypt, Leiden 1983, spostano la data al 1 aprile 192.
In tal senso, il terminus ante quem risulta sensato far risalire la raffigurazione della regina Cleopatra come Iside è costituito dagli anni 194-2. Il regno di Cleopatra I si protrae anche dopo la scomparsa del marito nel 187, come reggente per il figlioletto Tolomeo VI, fino alla morte, avvenuta tra il 10 settembre 178 ed il 14 ottobre 177.
Sulla base di codesta cronologia appare ragionevole ricondurre l’emissione della moneta ritrovata ad Altilia al periodo compreso tra il 194-2 ed il 178-7.
A tal riguardo, il monogramma L (lambda = 11) visibile sul rovescio nel settore di sinistra indicherebbe l’anno preciso di coniazione, l’undicesimo del regno – iniziato nel 205/4 – di Tolomeo V Epifane, ovverosia il 194-3, proprio l’anno in cui il sovrano egizio sposa Cleopatra.
La moneta, ordunque, sarebbe stata coniata in occasione delle nozze e dell’assunzione di Cleopatra I a dea-regina. D’altra parte, il volto raffigurato è giovanile e la dea Iside era la divinità egizia per eccellenza della fertilità e della maternità.
Il contesto storico
Sul piano storico-evenemenziale sono gli anni della Seconda guerra siriaca, condotta da Roma contro Antioco III il Grande (c. 242–187 a. C.), padre di Cleopatra I, e della compiuta affermazione romana nell’Egeo. I
ll sovrano seleucida, valendosi del consiglio di Annibale riparato in Asia Minore dopo la sconfitta subita a Zama nel 202, aveva intrapreso una politica di espansione dei territori del regno.
Così, dopo aver nel 202-198 conquistato la Siria e la Palestina tolemaiche, nel 196 Antioco invade l’Europa per recuperare la Tracia.
Il pericolo di un ulteriore ampliamento del potere dei Seleucidi – i quali col matrimonio di Cleopatra, data in sposa nel 194-3 a Tolomeo V Epifane, si erano tra l’altro assicurati l’appoggio egiziano – spinge il Senato di Roma ad intervenire.
Seguono lunghi scambi diplomatici tra il 196 ed il 193, con un insieme di equivoci, fin tanto che Antioco, persa la pazienza, nel 191 occupa con 10.000 uomini la Grecia.
La reazione romana è immediata e si concretizza in due vittorie memorabili, alle Termopili ed a Magnesia del Sipilo.
Quest’ultima in particolare, nota anche come vittoria di Corupedio, si svolge tra il 20 dicembre 190 ed il 10 gennaio 189: Antioco, obbligato alla fuga, è costretto a lasciare i magazzini degli accampamenti ai nemici.
Segue, l’anno successivo, la pace di Apamea (188). I generali romani Lucio Cornelio Scipione l’Africano ed il fratello Lucio Publio impongono ad Antioco condizioni durissime: una indennità di guerra di 15.000 talenti, la consegna di tutti gli elefanti, di quasi tutte le navi e di moltissimi prigionieri.
Il tesoro di Antioco passa nelle mani dei Romani. Gli Scipioni, al loro rientro in patria, nel 187-4 verranno processati per appropriazione indebita di denaro e peculato.
Sono gli anni dell’ellenizzazione della società romana e della reazione del partito conservatore, con in testa Catone il Censore.
Una scoperta eccezionale
Di fronte alla ricostruzione storica degli eventi sopra descritti appare scontato domandarsi come sia finita ad Altilia una moneta egizia di Tolomeo V Epifane.
Molte le ipotesi che a riguardo in generale si potrebbero formulare.
Al momento, tuttavia, di là dalla possibilità che in località Porcile-Piano dei passeri esistesse una stazione o un accampamento per l’esercito romano di ritorno dall’Oriente con le ricchezze di Antioco III dopo la pace di Apamea del 188 a. C. (una statio o un castrum su un terrazzo naturale a ridosso del fiume Neto tra il legname e la pece della Sila, utilizzati per le navi, e i porti della costa, in primis Crotone), non rimane che sottolineare – sul presupposto della frequentazione ellenistica delle Serre di Altilia, documentata dagli studi sin dal 1977 di Pasquale Attianese – come la moneta di Cleopatra I attesti irrefutabilmente l’esistenza di scambi commerciali ed economici tra l’Egitto e la Magna Grecia crotoniate, in linea col modello di quanto si registra, sempre entro i limiti del III-II sec. a. C., per la città di Siracusa in Sicilia.
Ad ogni modo, un dato emerge limpido e palese: la “Cleopatra di Altilia” costituisce una scoperta di eccezionale rilievo numismatico, una testimonianza per Crotone e la sua chora destinata ad entrare nei libri di storia.
[Francesco Lopez]
In salvo due milioni di uccelli
Il provvedimento, ratificato a Bruxelles dal comitato europeo che riunisce i capi veterinari della Ue, dovrebbe salvare due milioni di volatili che, ogni anno, vengono catturati in natura e rivenduti come "animali da compagnia".
Grande soddisfazione soprattutto per la Lipu-BirdLife Italia che, insieme all'Inglese Rspb (Royal Society for the Protection of Birds), aveva chiesto con vigore il bando al commercio di uccelli, causa del declino di numerose specie, tra le quali il pappagallo cenerino africano, l'amazzone corona gialla e l'amazzone fronte bianca, oltre alla morte di oltre il 60 per cento degli uccelli catturati, che decedono ancor prima di arrivare a destinazione.
Si stima che più di 3mila delle circa 9.600 specie di uccelli selvatici siano state oggetto di commercio legale o illegale negli ultimi anni, e che numerose specie siano state portate sull'orlo dell'estinzione in natura. Circa 360mila pappagalli cenerini africani sarebbero stati legalmente venduti tra il 1994 e il 2003.La decisione, inoltre, ha molto valore alla luce del fatto che l'87 per cento del commercio mondiale degli uccelli selvatici è concentrato proprio nell'Unione Europea, da quando nel 1992 fu vietato negli Stati Uniti.Oscar: Eastwood sorprende Morricone
|
|
| L'attore e il musicista non si vedevano da oltre 40 anni |
| - Clint Eastwood ospite a sorpresa di una festa all'Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles per celebrare l'Oscar alla carriera a Morricone. Dopo un commosso abbraccio con l'attore protagonista di 'Per un pugno di dollari' di Sergio Leone, Morricone ha detto in italiano: abbiamo cominciato assieme le nostre carriere; non ci vedevamo da oltre 40 anni. L'attore ha allora simulato il gesto di un sigarillo portato alla bocca, gesto tipico del taciturno cavaliere protagonista dei film di Leone. |
Oscar: Morricone ringrazia commosso
|
|
| 'Dedico questo premio a mia moglie Maria'
|
| Dedico questo Oscar a mia moglie Maria che mi ama tanto e che io amo'. Queste le parole di un Morricone commosso per l'Oscar alla carriera. Dopo un filmato a lui dedicato e dopo aver ricevuto la prima standing ovation della serata, Morricone si e' inchinato alla platea e ringraziando l'Academy ha detto: 'devo ringraziare tutti quelli che hanno consentito di concedermelo e anche i registi che mi hanno dato la loro fiducia'. |
ERUZIONE A STROMBOLI, SCATTA L'ALLARME MA SENZA PAURA
A Stromboli c'è l'eruzione, ma la situazione resta "sotto controllo" anche se un po' di preoccupazione c'è. "Non è escluso che si stacchi una frana imponente, che potrebbe generare piccoli effetti tsunami - ammette il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso - ma si tratterebbe comunque di un fenomeno inferiore a quello del 2002". In quell'occasione, il giorno prima di capodanno, si staccarono 25 milioni di metri cubi di lava e roccia, questa volta al massimo potrebbero essere 10 milioni. Dunque, aggiunge, "non c'è alcun motivo di immaginare un'evacuazione dell'isola".
E d'altronde gli abitanti sono abituati a convivere con il vulcano, dalle 'bizze' particolari, e scrutano attenti il mare: il pericolo potrebbe appunto arrivare da un'onda anomala, come quella che la notte del 30 dicembre del 2002, generata dal crollo di un edificio lavico grande quanto un palazzo di trenta piani, flagellò la piccola isola. Ma l'acqua è mossa e nient'altro. Vista così Stromboli sembra vivere una giornata di 'letargo' in cui cade abitualmente in inverno, con meno di 500 persone che restano sull'isola. Che ci sia qualcosa di diverso si capisce dal movimento che all'improvviso si crea sull'isola, con l'atterraggio di diversi elicotteri e anche dal traghetto della Siremar che resta al largo, per precauzione.
"Siamo sereni" dice Gianluca Giuffré, uno degli abitanti della piccola frazione di Ginostra. Che spiega: "Nel 2002 eravamo impreparati, adesso ci sentiamo protetti dal sistema di monitoraggio realizzato dalla Protezione civile". "La sensazione di allarme c'è - aggiunge - è inutile negarlo, ma non di paura. Viviamo con una certa serenità quello che sta accadendo, sapendo di non correre pericoli personali". Opinione condivisa dal sindaco di Lipari, Mariano Bruno, Comune del quale Stromboli è una frazione. 'L' aumento dell' attività esplosiva del vulcano - spiega il sindaco - ha fatto scattare a Stromboli il piano di emergenza ed è per questo che la popolazione dell'isola è stata invitata ad allontanarsi dalla linea di costa, ma non c'è nulla di allarmante. Il piano di emergenza - sottolinea Bruno - ha funzionato bene e tutto sta avvenendo secondo le regole. Non c'è alcuna paura e le operazioni di emergenza si sono svolte con grande serenità" .
Intanto gli abitanti che hanno la casa in riva al mare si attrezzano a passare la notte ospiti di amici o parenti le cui abitazioni sono nella zona di 'sicurezza', sopra i dieci metri dalla costa. A Lipari la situazione si segue con maggiore 'distacco' vista la lontananza da Stromboli, mentre Panarea è stata 'invasa' da cenere lavica ma soprattutto il cielo è stato oscurato dalla nube di fumo emessa dal vulcano e di vapore acqueo. L'allarme, a scopo precauzionale, ha interessato anche la costa nord della Sicilia, con due petroliere che sono state fatte allontanare dal porto di Milazzo.
Sul posto arrivano anche le squadre dei vigili del fuoco con un elicottero da Catania: sono quelli della sezione speleo alpino fluviale che con gli esperti trascorreranno la notte sulla cima del vulcano per seguire lo Stromboli il più da vicino possibile. Domani sull'isola arriveranno il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, il direttore dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Enzo Boschi e il presidente vicario della Commissione grandi rischi Franco Barberi per un sopralluogo e per capire quali decisioni operative prendere se l'attività dovesse proseguire nei prossimi giorni.
Cacao aiuta funzioni del cervello
Allattare fa bene al cuore materno
|
|
| Secondo studio aiuta a smaltire la massa grassa accumulata |
| L'allattamento al seno fa bene non solo al bebe' ma anche alla mamma, riducendo il suo rischio di attacchi cardiaci. E' quanto emerge dallo studio della Harvard Medical School. La coordinatrice della ricerca Alison Steube ritiene che gli effetti benefici dell'allattamento sul cuore della mamma sia dovuto al fatto che allattare aiuta la donna a consumare la massa grassa accumulata nel corso della gravidanza. Lo studio ha preso in esame 96.648 donne dal 1986 al 2002. |
SANREMO, LO SPECIALE SUL 57/O FESTIVAL
| |
| Grande attesa per il debutto del Festival della canzone italiana: dal 27 febbraio al 3 marzo sul palco dell'Ariston saliranno 20 campioni e 14 giovani. Tanti gli ospiti internazionali: da Norah Jones ai Take That. Pippo Baudo, alla sua dodicesima edizione, e' accompagnato dalla brillante Michelle Hunziker. E per i nottambuli c'e' il Dopofestival di "Pierino" Chiambretti. Ecco i 20 big che parteciperanno al 57/mo Festival di Sanremo, annunciati da Pippo Baudo nel suo programma di 'Domenica in', 'Ieri, oggi e domani'. Al Bano 'Nel perdono' (di Yaris Carrisi e Zero) Leda Battisti 'Senza me ti pentirai' Gianni e Marcella Bella 'Forever' Fabio Concato 'Oltre il giardino' Simone Cristicchi 'Ti regalero' una rosa' Johnny Dorelli 'Meglio cosi' Francesco e Roby Facchinetti 'Vivere normale' Amalia Gre' 'Amami per sempre' Mango 'Chissa' se nevica' Piero Mazzocchetti 'Schiavo d'amore' Paolo Meneguzzi 'Musica' Milva 'The show must go on' (tit.provv.) (di Giorgio Faletti) Nada 'Luna in piena' Paolo Rossi 'In Italia si sta male' (testo inedito di Rino Gaetano) Antonella Ruggiero 'Canzone fra le guerre' Daniele Silvestri 'La paranza' Stadio 'Guardami' Tosca 'Il terzo fuochista' Velvet 'Tutto da rifare' Zero Assoluto 'Appena prima di partire' Le canzoni sono state scelte da una commissione formata dal musicista Paolo Bonvino, dal critico Dario Salvatori e dalla giornalista Patrizia Ricci. |
CINA E SIRIA NUOVE FRONTIERE PER RIFIUTI PERICOLOSI
ENERGIA: PECORARO, 60 MLN PER 12 BANDI SU SOLARE
STASERA L'ECLISSE TOTALE DI LUNA
Le eclissi di Luna dal 2007 al 2030.
Nell'annunciare l'eclisse totale di Luna che si verifica nella notte tra il 3 e 4 marzo del 2007, molti giornali e TV hanno presentato il fenomeno in maniera eclatante definendolo il migliore da qui al 2026 alcuni e 2029 altri. Molti astrofili, ritenendo l'informazione piuttosto strana, hanno scritto alla nostra redazione.
L'eclisse di Luna avviene quando il nostro satellite entra nei coni di penombra e d'ombra che la Terra, illuminata dal Sole, proietta dietro di sé. Se vi entra parzialmente l'eclisse sarà parziale, se vi entra completamente l'eclisse sarà totale.
I tempi di un'eclisse totale di Luna sono definiti dai rispettivi contatti:
Entrata della Luna nella penombra (diminuzione di luminosità poco sensibile)
Entrata della Luna nell'ombra (o inizio della fase parziale)
Inizio della fase totale (Luna completamente nel cono d'ombra)
Massimo dell'eclisse (centralità dell'eclisse)
Fine della fase totale
Uscita dall'ombra
Uscita dalla penombra
La durata delle varie fasi non è costante per tutte le eclissi ma varia e dipende da più fattori. Mediamente un'eclisse ha una durata di cinque-sei ore (da entrata a uscita dalla penombra), di tre-quattro ore (da entrata a uscita dal cono d'ombra), mentre la fase totale dura da qualche minuto fino ad un massimo di 1 ora e 45 minuti.
L'Eclisse di Luna è un fenomeno che può essere osservato solo dagli abitanti della Terra che hanno, durante il fenomeno, la Luna sopra il loro orizzonte. Quindi le varie fasi possono essere osservate per intero, oppure parzialmente, secondo i tempi di levata o tramonto della Luna di ogni singolo sito osservativo.
L'eclisse del 3-4 marzo 2007 è osservabile, in Italia (ma anche da tutta l'Europa), in ognuna delle sue fasi dall'inizio alla fine (entrata in penombra, uscita dalla penombra). Ma lo sarà anche quella del 21.02.2008 (anche se non in tutta Italia, per il tramonto della Luna poco prima dell'uscita dalla penombra). Dopo di essa, la successiva eclisse ad avere queste caratteristiche sarà quella del 14 dicembre del 2029. Questa considerazione non può però portare alla conclusione giornalistica di cui alla premessa. Infatti le valutazioni per l'osservazione di un'eclisse sono anche altre. In particolare è importante poter osservare per intero (o anche solo in parte) la fase di totalità. Includendo l'eclisse odierna ed arrivando fino al 2030 sono ben undici le eclissi che avranno questa caratteristica, e in nove casi la fase totale sarà visibile dall'inizio alla fine.
Nella tabella, tratta dal Dizionario di Astronomia di Philippe de La Cotardière, nella nuova edizione curata da Giuseppe De Donà e Giancarlo Favero (Gremese Editore in collaborazione con l'Unione Astrofili Italiani), sono raggruppate tutte le eclissi totali di Luna che si verificheranno tra il 2007 ed il 2030, con indicata magnitudine, ora della centralità in Tempo Universale, e visibilità in Italia.
Visto che da varie parti e per vari motivi sono state segnalate le eclissi del 2026 (invisibile in Italia) e del 2029, si segnala quella del 31.12.2028 visibile subito dopo il tramonto. Non avrà niente di particolare, ma sarà un modo davvero originale per aspettare il capodanno.
Usa: 84enne condannata per stupro
| Vittima un minorenne orfano che le era stato affidato |
| WASHINGTON - Una donna di 84 anni, che ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali con un ragazzino di undici, verra' incarcerata sino al 2009. Georgie Audean Buoy, che vive a Portland (Oregon), ha ammesso di aver avuto piu' volte rapporti con il minorenne, un orfano che le era stato affidato. La donna, che in passato ha fatto attivita' di volontariato nelle carceri, rischiava fino a otto anni di prigione. Dopo avere scontato la sentenza, la donna dovra' iscriversi nella lista dei maniaci sessuali. |
ECLISSE, LO SHOW DELLA LUNA ROSSA
Premiato e accompagnato
CELLULARI: COSTI DI RICARICA ADDIO
ANIMALI: STOP PESCA PER SALVARE IL DELFINO DEL MEKONG
UNA TEORIA ITALIANA METTE IN CRISI LA COSMOLOGIA
LA CELIACHIA AUMENTA LITIGI NELLA COPPIA
ENERGIA: BERSANI, NEL PIANO EUROPEO TRACCIA LAVORO ITALIANO
IL PRIMO CONCERTO DI MORRICONE DOPO L'OSCAR
A VERONA LO SCOOTER A IDROGENO
Rugby: Lo Cicero attacca i politici
| "Non ci si puo' accorgere di noi solo per sfruttare l'onda" |
L'INTERVISTA: "ALL'OSCAR? NON CI PENSAVO PIU' "
ITALIA AL 7/O POSTO NELL'EOLICO MONDIALE
CONTRACCETTIVI PER SCOIATTOLI A SANTA MONICA
AMBIENTE: LEGAMBIENTE E TRENITALIA, ORA UN VIAGGIO E' GRATIS
AMBIENTE: RUBBIA; COS'E' IL SOLARE TERMODINAMICO
GRECIA: ANCHE IL TIPICO ASINELLO COMINCIA A SPARIRE
CLIMA: SICCITA'; FRANCESCATO, INTRODURRE TETTO A CONSUMI
IL PRINCIPE CARLO CONTRO I MCDONALD'S
Disfunzione erettile: le potenziali cause
- Diabete: Il diabete può essere responsabile di circa il 40% dei casi di impotenza. Dal 30 al 50% di uomini affetti da diabete lamenta forme di difficoltà sessuali.
- Ipertensione arteriosa: Il 17% di uomini con ipertensione arteriosa lamentano disfunzione erettile. Gli stessi medicinali che si usano per curare l’ipertensione arteriosa possono causare impotenza come effetto collaterale sebbene questo disturbo sembra sparire alla sospensione del medicinale.
- Sclerosi Multipla: circa il 78% di malati affetti da Sclerosi Multipla accusa impotenza.
- Malattia di Parkinson: Un terzo di uomini affetti dalla Malattia di Parkinson ha sperimentato disfunzioni erettili.
- Testosterone: I livelli di testosterone diminuiscono gradualmente dopo i 40-50 anni d’età. A 70 anni il livello decresce di circa il 30%. A ogni modo solo il 5% di uomini che si rivolgono al medico per problemi di erezione mostra bassi livelli di testosterone.In generale bassi livelli di testosterone provocano diminuito interesse sessuale piuttosto che impotenza.
- Ipogonadismo e altre alterazioni ormonali: l’ ipogonadismo è una funzione carente dei testicoli che può essere dovuta a insufficienze ormonali, fattori genetici traumi fisici, radiazioni, parotite epidemica, orchite. Livelli elevati di estrogeni, prolattina, ormoni tiroidei, ormoni surrenali sono cause minori di impotenza.
- Interventi chirurgici sulla prostata: La perdita della funzione sessuale avviene nel 40%- 93% dei pazienti operati di 3|5974|prostatectomia radicale. In vari studi scientifici si è rilevato che la funzione sessuale si è ristabilita entro 18 mesi dall’intervento nel 86% - 91% degli uomini più giovani di 50 anni; 75% - 80% nei cinquantenni; 60% nei sessantenni, e 25% - 42% nei settantenni. Interventi di prostatectomia parziale per via transuretrale e i farmaci utilizzati nella cura dell’ipertrofia prostatica possono causare impotenza nel 4 – 10% dei pazienti.
Da un antidepressivo il Viagra per lei
RIFIUTI: SCADE IL 30 APRILE IL TERMINE PER IL 740 ECOLOGICO
Problemi di erezione: Viagra, Cialis o Levitra?
Parco Urbano di Verona Sud
Concorso di progettazione con consegna entro 27/07/2007
Il Comune di Verona indice un concorso di progettazione che ha per oggetto la progettazione del Parco Urbano di Verona Sud, nuovo parco urbano attrezzato, con una superficie di circa 5 ha, collocato al centro del Piano Particolareggiato di Iniziativa Pubblica comparti "A1 ex Magazzini Generali" e "A2 ex Mercato Ortofrutticolo".
In particolare il progetto dovrà affrontare:
- la composizione e la configurazione architettonica e paesaggistica d'insieme del sistema degli spazi collettivi costituenti il Parco urbano, determinandone le condizioni d'ambiente, di fruizione e riconoscibilità;
- la definizione dei criteri di organizzazione ed uso del sistema degli spazi collettivi, in rapporto alle attività di progetto e di quelle presenti e previste nell'intorno, alle caratteristiche di assetto e sistemazione delle aree verdi, della messa a dimora delle specie arboree e arbustive, con definizione delle specie vegetali;
- soluzioni specifiche per quanto concerne le sistemazioni al suolo, l'allestimento del verde, il bacino ed il sistema irriguo, i percorsi, le pavimentazioni, l'illuminazione e gli altri servizi tecnici.
È indetto un sopralluogo all'area di progetto, facoltativo ai fini della partecipazione al concorso, per il giorno 4 maggio 2007 in due appuntamenti alle ore 10.00 e alle ore 15.00. I concorrenti che desiderano parteciparvi devono presentarsi all'ora prescelta all'ingressa dell'ex Mercato Ortofrutticolo in viale del Lavoro, 37135 Verona
PREMI
- euro 25.000,00 al progetto vincitore;
- euro 12.000,00 al progetto 2° classificato;
- euro 10.000,00 al progetto 3° classificato;
- euro 7.000,00 al progetto 4° classificato;
- euro 5.000,00 al progetto 5° classificato;
TORNA IL CALDO RECORD, MAI COSI' IN ULTIMI 200 ANNI
Al Filarmonico torna Anna Bolena
Presentato il Festival Arena Verona
|
|
| L'evento si svolgera' dal 22 giugno al 1 settembre. |
| 'Nabucco', 'Aida' e 'Il Barbiere di Siviglia' saranno i tre nuovi titoli in cartellone all'85mo Festival dell'Arena di Verona. L'evento si svolgera' dal 22 giugno al 1 settembre nello storico teatro romano del capoluogo veneto. Oltre alle tre nuove produzioni saranno ripresi anche gli allestimenti di 'La Boheme' e 'La Traviata' che hanno riscosso grande successo negli ultimi anni. Per l'apertura, il 22 giugno, sara' messo in scena 'Nabucco' con la regia di Denis Krief. |
Un gel in pillola aiuta a dimagrire
|
|
| Capsula con idrogelo promette di far sparire la fame |
| ROMA - Per combattere i chili di troppo e' in fase di sperimentazione una capsula contenente un idrogelo superassorbente da ingerire prima dei pasti. La pillola promette di far sparire il senso di fame. Lo sostengono i ricercatori che hanno messo a punto e sperimentato con successo il gel in grado di assorbire fino ad un litro di acqua per grammo di materiale secco. Ora si passa alla sperimentazioni che durera' circa un anno ed e' gia' in corso al policlinico Gemelli di Roma. |
Spazzare via i brutti ricordi
Intervenendo su una specifica area del cervello sarebbe possibile inibire la parte di memoria foriera di ansie e dolore | |
Rimane lunga la strada del recupero sociale
Arriva il remix di 'Bollicine'
| Il restyling del successo di Vasco sara' hit dell'estate |
Alcool e tabacco? Peggio delle droghe
Che cos'è la depressione
| |
Che cos'è il diabete
Che cos'è il morbo di Parkinson
Che cos'è l'ipertensione
Cocaina e anfetamine aumentano
Lo indica uno studio Usa su oltre 8 mila casi in 3 anni. Garattini: «E' la conferma di ciò che sospettavamo» | |
Come capisco se mio figlio beve o si droga?
Risponde Piergiorgio Zuccaro, direttore dell'Osservatorio fumo, alcol e droga dell'Istituto superiore di sanità |
Trovata balena fossile nel Pisano
| Reperto lungo dieci metri, risale a 4 milioni di anni fa |
| - ORCIANO PISANO (PISA) - Lo scheletro di un cetaceo di 4 milioni di anni fa sta emergendo nella campagna intorno ad Orciano Pisano. Allo scavo stanno lavorando paleontologi del Museo di Storia Naturale di Firenze. Lo scheletro ha mantenuto la connessione anatomica ed e' circondato da una variegata fauna fossile. Il mammifero si sarebbe adagiato sui fondali presumibilmente ad un centinaio di metri di profondita' dell'antico mare pliocenico, che occupava buona parte della Toscana. |
Mini-chirurgia per combattere l’asma
Alcuni ricercatori canadesi hanno dimostrato per la prima volta che la termoplastica bronchiale, migliora il controllo della malattia |