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sabato 22 marzo 2008

Psicologia: la stupida' infinita e inguaribile, ecco perche' e' utile

E' presente in ognuno di noi, e sempre più di quello che pensiamo

Secondo molti studiosi, ha in se' anche una funzione evolutiva: puo' farci compiere atti avventati che, però, possono portarci ad un nuovo progresso


- Infinita, contagiosa, spesso inguaribile. E' la stupidita' che ognuno di noi si porta dentro, ma che, secondo molti studiosi, ha in se' anche una funzione evolutiva: puo' farci compiere atti avventati, errori che, se riconosciuti, possono portarci ad un nuovo progresso, ad una nuova conoscenza. ''In quanto atteggiamento irrazionale, consente all'uomo di accettare sfide che normalmente non accetterebbe. E la deviazione dalla stupidita' porta alla genialita' e all'invenzione di soluzioni innovative'' spiega Francesco Betti, autore de 'Le strategie della stupidita'' che, insieme ad un prestigioso team di esperti, affrontano nell'ultimo numero di 'Focus' tutti i risvolti di questa forza irrazionale e imprevedibile. ''Due cose sono infinite: l'universo e la stupidita' umana, ma riguardo all'universo ho ancora dei dubbi''. Cosi' Albert Einstein definiva un problema tanto antico quanto irrisolto. Un problema a cui il mensile Gruner+Jahr/Mondadori diretto da Sandro Boeri ha deciso di dedicare nel nuovo numero un'inedita indagine per scoprirne le origini, attraverso l'esperienza di studiosi che hanno condotto ricerche a riguardo. Secondo molti esperti, l'uomo porta in se' la stupidita' da sempre, il primo fu proprio Adamo, che per un frutto perse il paradiso. Ma cosa si intende per stupidita'?
Di certo non l'opposto di intelligenza, poiche' anche gli intelligenti possono compiere azioni da stupidi senza accorgersene o ammetterlo a se stessi. Una definizione della stupidita' arriva dallo storico ed economista Carlo Cipolla: una persona stupida e' quella che causa un danno a un'altra persona o a un gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per se', o addirittura subendo una perdita. ''La nostra vita e' punteggiata da perdite economiche, di tempo o di energie. -dice lo studioso- E la causa sono le improbabili azioni di qualche assurda creatura, che nei momenti piu' impensabili ci provoca danni, per di piu' non guadagnandoci nulla in cambio''. Ma, solo alcuni sono stupidi? In realta' no, dicono gli esperti. Forse lo siamo proprio tutti. Secondo Gianfranco Livraghi, ricercatore e autore de 'Il potere della stupidita'', ''si tende ad etichettare come stupidi tutti i comportamenti che non rientrano nei nostri schemi mentali ordinari. Ma pensare che solo gli altri siano stupidi e' un circolo vizioso. In ognuno di noi c'e' un fattore di stupidita' che e' sempre maggiore di quello che pensiamo''. Dunque la stupidita' non e' una prerogativa solo di alcune persone. Il problema e' che difficilmente ci si rende conto di esserlo. Questa ''nemica invincibile'' e' stata a lungo studiata per capire davvero da cosa provenga. ''In ambito clinico la stupidita' e' la malattia peggiore, perche' e' inguaribile'' spiega Luigi Agnolli, docente di psicologia della comunicazione all'universita' di Milano-Bicocca. Che aggiunge: ''Lo stupido e' portato a ripetere sempre gli stessi comportamenti perche' non e' in grado di capire il danno che fa e quindi non puo' autocorreggersi''.
Uno studio dell'universita' inglese di Exeter ha identificato un'area nel cervello, nella regione temporale della corteccia, che si attiva per non ripetere un errore gia' commesso. Se alla base della stupidita' ci fosse un'anomalia di questa regione forse un domani sara' possibile correggerla con un intervento. Tuttavia la stupidita' ha una funzione evolutiva: serve a farci compiere atti avventati, che in molti casi possono essere piu' utili del non far nulla. ''In quanto atteggiamento irrazionale, consente all'uomo di accettare sfide che normalmente non accetterebbe. E la deviazione dalla stupidita' porta alla genialita' e all'invenzione di soluzioni innovative'' osserva, dunque, l'autore de 'Le strategie della stupidita'', Francesco Betti. Nell'esperienza dell'errore c'e' sempre un progresso della conoscenza. Quindi bisogna riconoscere e annullare gli errori. Non a caso lo scrittore Paul Vale'ry diceva: ''C'e' uno stupido dentro di me. Devo approfittare dei suoi errori''. Storicamente la stupidita' e' una piaga che affligge l'umanita'. ''Non potremo mai sconfiggerla del tutto -afferma ancora Carlo Cipolla- ma i suoi effetti possono essere meno gravi se capiamo come funziona''. Cipolla ha individuato tre caratteristiche per prevenire e curare. Eccole. La prima: La stupidita' e' inconsapevole e recidiva. Dunque, chi e' stupido non lo sa ed e' quindi piu' pericoloso. La seconda caratteristica: La stupidita' e' contagiosa. Le folle sono piu' stupide delle singole persone che la compongono. Il contagio emotivo diminuisce le capacita' critiche. La terza e ultima caratteristica individuata da Cipolla tocca il potere e alcune figure storiche che lo hanno gestito. ''Il potere rende stupidi'' diceva Nietzsche. Basti pensare a Luigi XVI, che nel giorno della presa della Bastiglia appunto' sul suo diario ''Oggi niente di nuovo''. Come non ricordare anche la decisione di Napoleone di attaccare la Russia in pieno inverno, col risultato che l'armata francese venne decimata dal freddo prima che dalla battaglia, o le disfatte prevedibili di Caporetto, Vietnam e Iraq di oggi.

mercoledì 26 dicembre 2007

YouTube - Buon Natale 2007. Per un 2008 senza più guerre.

YouTube - Buon Natale 2007. Per un 2008 senza più guerre.

Windows Live Hotmail

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lunedì 24 dicembre 2007

Libero Video - Chemical Brothers - Setting Sun

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domenica 23 dicembre 2007

Libero Video - We Are the World

Libero Video - We Are the World

sabato 10 novembre 2007

STUDIO, NEL MONDO 60MILA MORTI DA INQUINAMENTO NAVI

- ROMA - L'inquinamento prodotto nell'aria dalle navi uccide ogni anno almeno 60mila persone. Cifra destinata ad aumentare del 40% entro il 2012 se non verranno presi provvedimenti. A lanciare l'allarme e' uno studio pubblicato sulla rivista 'Environmental Science and Technology'. Le navi rilasciano infatti 1,2-1,6 milioni di tonnellate ogni anno nell'aria. Particelle grandi meno di 10 micron di diametro e invisibili all'occhio umano, prodotte dalla combustione del carburante del navi, che rilascia nell'aria fuliggine ultrasottile, carbonio, zolfo e biossido di azoto, tutti elementi collegati alle morti premature. Entrano nei polmoni per poi arrivare ai tessuti e al sangue, scatenando infiammazioni. Piu' sono piccole le particelle, e piu' sono pericolose. Secondo un precedente studio dell'Organizzazione mondiale della sanita', le particelle inferiori a 2,5 micron sono responsabili della morte di 0,8 milioni di persone ogni anno nel mondo, o dell'1,2% delle morti premature. E le particelle prodotte dalle navi rientrano proprio in questa categoria, misurando meno di 2,5 micron. I ricercatori dell'universita' del Delaware hanno usato delle equazioni matematiche che collegano le concentrazioni di microparticelle all'incidenza di morti premature, per arrivare alla stima del numero totale di morti per le emissioni delle navi. ''Cosi' abbiamo calcolato - spiega James Corbett, coordinatore dello studio - 60mila decessi. La maggior parte concentrati nelle regioni a maggior densita' di popolazione e vicino alle rotte delle navi, quindi in Europa, Asia e alle coste orientali Usa''. Dalle simulazioni sviluppate dagli scienziati, e' emerso inoltre che la percentuale di morti premature crescera' del 40% entro il 2012. ''Parte della responsabilita' - continua Corbett - e' da attribuire alla qualita' del combustibile usato dalle navi. Le emissioni di queste particelle potrebbero essere limitate usando carburanti piu' raffinati. Sta quindi ai governi dei paesi prendere provvedimenti appropriati''.

lunedì 5 novembre 2007

Enzo Biagi: 'come foglia in autunno'

Giornalista cita Ungaretti, prognosi resta riservata
MILANO - "Mi sento come le foglie su un albero in autunno... ma tira un forte vento", cosi' racconta Biagi a un'infermiera che gli chiedeva come si sentisse. Un uomo che sopporta la malattia con forza, ma che e' anche consapevole della criticita' della sua situazione. Si "interroga su problemi molto profondi e personali", aveva detto poco prima la figlia Carla. E' stata una giornata d'attesa, tra alti e bassi, in una condizione che resta molto seria, la domenica di Enzo Biagi alla clinica 'Capitanio' di Milano.

USA: VOTO, SCATTA IL PIU' GRANDE SPETTACOLO DEL PIANETA

WASHINGTON - Un thriller politico. Un circo a tre piste. Una Babele di suoni e di idee. Un dramma umano ed una commedia degli errori. Ma soprattutto uno spettacolo affascinante, seguito da tutto il mondo con la curiosita' e con la attesa di un kolossal di Hollywood: l'elezione di un presidente degli Stati Uniti, nel suo eterno intreccio di storia e pettegolezzo, di fango e nobilta', di grandi ideali e di colpi bassi, raramente delude la sua immensa platea globale. Esattamente tra un anno, il 4 Novembre 2008, l'America eleggera' il prossimo inquilino della Casa Bianca. Il compito di scegliere il successore di George W. Bush tocchera' all'atto pratico a poco piu' di 100 milioni di cittadini statunitensi.
Ma la decisione presa nel segreto della cabina elettorale perforando una scheda o tirando una leva, premendo un bottone o toccando uno schermo, da un contadino dell'Iowa e da un lattaio del Kansas, da un ispanico della California e da un pensionato della Florida, e' destinata a influenzare, nel bene e nel male, la vita di noi spettatori del piu' grande show del pianeta, messo in scena dalla nazione che ci ha dato il mito kennedyano di Camelot e l'orrore delle torture di Abu Ghraib. Sara' uno spettacolo, questa campagna del 2008, interpretato da un cast insolito: Hillary, la prima donna che puo' conquistare l'Ufficio Ovale; Barack, il primo nero che puo' veramente sperare di diventare presidente; Rudy Giuliani, il primo italo-americano che puo' sognare la Casa Bianca. E poi il primo mormone ed il primo ispanico.
Tutti in lizza per lo stesso traguardo: diventare la persona piu' potente del pianeta. Questa interminabile maratona di promesse e di accuse, di emozioni e di ipocrisie sara' la produzione piu' costosa della storia politica americana: una spesa totale di oltre un miliardo di dollari, un budget capace di far impallidire anche i piu' stravaganti blockbusters della Mecca del cinema. Per raccogliere questa montagna di dollari i candidati alla Casa Bianca si sono gettati nella mischia selvaggia della caccia ai donatori con notevole anticipo rispetto al passato: il colpo di pistola della campagna 2008 e' risuonato per molti concorrenti fin dalla notte del novembre 2004 che confermo' Bush per altri quattro anni nell'Ufficio Ovale. Una conferma che ha regalato alla sfida del 2008 una novita': con Bush non ripresentabile e Dick Cheney impresentabile (per salute e la scarsa popolarita') per la prima volta dal 1928 non vi saranno inquilini della Casa Bianca a chiedere il voto agli elettori. Un volto nuovo e' garantito. Almeno in teoria.
Ma come considerare Hillary Clinton che nella casa piu' famosa del mondo ha gia' abitato otto anni, anche se solo come first lady? E come spiegheranno gli storici del futuro, in caso di vittoria di Hillary, il regno piu' che ventennale sulla Casa Bianca e sull'America e sul mondo della doppia dinastia imperiale Bush-Clinton-Bush-Clinton, un dominio di almeno 24 anni consecutivi a cavallo tra due famiglie, due partiti, due secoli e due millenni? Il piu' grande show sulla terra vedra' l'America dibattere temi laceranti (l'aborto, l'immigrazione), problemi dolorosi (la guerra in Iraq, la pena di morte), questioni inquietanti (l' Iran, la minaccia nucleare) o a volte solo stravaganti (gli Ufo dell'eterno Kucinich) con strumenti moderni il cui impatto e' ancora tutto da misurare: l'effetto-Cnn e' stato sostituito all' effetto YouTube; le preistoriche newsletter dagli inarrestabili Blog; la citta' dorata sulla collina promessa da Reagan e' stata sostituita dal villaggio elettronico dentro il computer.
E' un' evoluzione che modifica i comportamenti: l'intervallo tra una gaffe e la esposizione sulla gogna digitale di YouTube e' ridotto al tempo necessario a premere pochi tasti su un computer. Chi sbaglia paga. All'istante. Ma restano alcuni punti di riferimento immutabili. La battaglia vera del voto, dove i numeri diventano per la prima volta piu' forti delle parole, continuera' a muovere i primi passi tra le mucche dell'Iowa (gia' stufe di candidati) e tra la neve del New Hampshire per poi esplodere in tutta l'America. Il tentativo di molti stati di anticipare i tempi, per incidere di piu' sulla scelta dei candidati, ha provocato un effetto domino, una corsa alla rovescia sul calendario sollevando per qualche momento la strana possibilita' che le presidenziali del 2008 potessero cominciare nel 2007. Ma la ragione ha prevalso. Il via al voto e' stato infine fissato per il 3 gennaio prossimo.
Partira' cosi, il grande show, ancora una volta dai campi e dai fienili dell'Iowa, nel rito antico e rassicurante delle assemblee serali, dove tutti si conoscono, dove l'odore del caffe' si mescola a quello delle stalle e dove il sapore dei biscotti fatti in casa si mescolera' a quello ancora piu' dolce della democrazia finalmente in azione, dopo tante parole e tanta retorica. Nascera' ancora una volta cosi', tra sogni antichi e realta' nuove, lo spettacolo piu' affascinante e piu' importante del mondo.

sabato 3 novembre 2007

Dvd dei Queen in arrivo

In uscita il 26 ottobre le immagini dei concerti di Montreal del 1981 e il Live Aid del 1985
Dvd dei Queen in arrivo
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S'intitola Rock Montreal il dvd dei Queen che contiene le riprese dei due concerti svoltisi a Montreal, il 24 e 24 novembre 1981. Ma c'e' anche un'edizione speciale, Queen Rock Montreal and Live Aid , che comprende i concerti canadesi e lo show della band al Live Aid del 1985, inedite prove in studio e altri bonus. In uscita il 26 ottobre. Intanto, attraverso un sondaggio tra i lettori della rivista inglese Q sui migliori video musicali di sempre, vittoria dei Queen con Bohemian Rhapsody .

U2 Tower a Dublino


Sara' il grattacielo piu' alto della citta' e ospitera' gli studi di registrazione della band irlandese
U2 Tower a Dublino
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La chiamano gia' U2 Tower e sorgera' a Dublino. Costo del mega progetto, firmato dall'architetto Norman Foster, 200 milioni di euro. L'edificio, che ospitera' gli studi di registrazione della band irlandese, si ergera' nelle Docklands e sara' finanziato in parte dagli U2. I lavori prenderanno il via l'anno prossimo e si concluderanno nel 2011. All'interno, alloggi e un albergo di lusso; gli ultimi piani saranno riservati al gruppo.

Led Zeppelin online

Per la prima volta la musica della mitica band sara' disponibile per il download. A partire da novembre
Led Zeppelin online
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I Led Zeppelin, che si esibiranno in concerto a Londra il prossimo 26 novembre, hanno annunciato che offriranno per la prima volta la loro musica online a partire dal mese prossimo. I dischi, catalogo completo, saranno presenti in tutti i negozi di musica online e Verizon Wireless potra' fornire suonerie e interi brani per cellulari. Scioltisi nel 1980 dopo la morte del batterista John Bonham, i Led Zeppelin, per il live della reunion, sono riusciti a mobilitare un milione di fan, accorsi sul loro sito per aggiuduicarsi i 10.000 biglietti disponibili.


Singoli, ottimo debutto dei Mattafix
Il duo al secondo posto in classifica nella settimana dal 19 al 25 ottobre. Eros Ramazzotti ancora primo, entrano i Take That
Singoli, ottimo debutto dei Mattafix
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La prima posizione e' ancora di Non siamo soli di Eros Ramazzotti, insidiato dal duo Mattafix che presenta il brano Living Darfur . Terzi La Differenza con Disincantatamente , quarto Vasco Rossi, scendono i Backstreet Boys ed esordiscono al sesto posto i Take That con Rule the world . La classifica si conclude con l'elettronico Dave Gahan dei Depeche Mode, il soul di James Blunt, Jennifer Lopez e Anamor.

Loredana Berte' in crisi
La cantante ha minacciato il suicidio mentre si trovava a Roma in un albergo. Mobilitati i vigili del fuoco, a salvarla e' stato l'amico Renato Zero
Loredana Berte' in crisi
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Ospite di un albergo romano, Loredana Berte' ha avuto una crisi piuttosto pesante tanto da indurre il personale dell'hotel a chiedere l'aiuto di operatori sanitari e dei vigili del fuoco perche' la cantante minacciava il suicidio e si rifiutava di rispondere a chiunque. L'interprete di canzoni straordinarie quali Il mare d'inverno e Per i tuoi occhi ha infine ritrovato un po' di serenita' grazie all'intervento dell'amico Renato Zero.

Simply Red, annunciata la separazione
Mick Hucknall ha dichiarato che la band si sciogliera' ufficialmente nel 2009. Ma della line up iniziale resta poco ormai da tempo
Simply Red, annunciata la separazione
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Dopo 25 anni i Simply Red si separeranno. Lo ha dichiarato il frontman Mick Hucknall, unico superstite dell'originale line up della band nata con l'album Picture book . Il piu' recente lavoro in studio e' invece Stay , uscito quest'anno, con buon riscontro di pubblico. Dalla loro formazione a oggi, nel gruppo si sono avvicendati in tutto circa 20 elementi. Hucknall proseguira' la carriera da solista.

19-21 APRILE - VERONA: GREENBUILDING E SOLAREXPO

- Verona: per tre giorni la citta' veneta diventera' la capitale delle energie rinnovabili e del risparmio energetico con due appuntamenti, Greenbuilding e Solarexpo (Fiera di Verona)

Uffizi: restaurata Adorazione Lippi

- FIRENZE - Dopo 8 mesi di restauro torna nuovamente visibile L'Adorazione del Bambino di Filippo Lippi, databile 1463. L'intervento sull'opera degli Uffizi, nota come Pala di Camaldoli, e' costato circa 34 mila euro, stanziati dalla neonata Friends of Uffizi Gallery Inc. La filiazione statunitense degli Amici degli Uffizi potrebbe finanziare anche i lavori sulla 'Pala di Annalena' del Lippi, che sembra essere la prossima opera su cui si concentreranno i restauratori.

Mini-chirurgia per combattere l’asma

Alcuni ricercatori canadesi hanno dimostrato per la prima volta che la termoplastica bronchiale, migliora il controllo della malattia
L’idea di curare l’asma con un mini-intervento chirurgico può apparire stravagante, ma non è così. Alcuni ricercatori canadesi hanno dimostrato per la prima volta che un intervento non farmacologico, la termoplastica bronchiale, migliora il controllo della malattia e hanno appena pubblicato i risultati del loro lavoro sul New England Journal of Medicine, una delle riviste più quotate al mondo.
L’ATTACCO - L’idea del gruppo, guidato da Gerard Cox e John Miller alla McMaster University di Hamilton, Ontario, nasce dalla constatazione che l’attacco asmatico è provocato da una costrizione dei bronchi: per stimoli vari, come per esempio i pollini nelle caso di allergia, le vie aeree si restringono e provocano difficoltà di respiro. Alla base di questo restringimento del calibro sta la contrazione della muscolatura liscia che si trova nella parete dei bronchi. Se si riduce la quantità di muscolatura liscia – hanno allora ipotizzato gli studiosi canadesi – si può pensare di diminuire gli attacchi asmatici, di aumentare i periodi «liberi» da sintomi, di migliorare la qualità della vita e di ridurre l’uso di farmaci. Così è successo.
RISULTATI - Lo studio condotto su 112 pazienti fra i 18 e i 65 anni con asma moderato o severo, seguiti per un anno, ha dimostrato un migliore controllo della malattia in chi era stato trattato con termoplastica rispetto ai controlli non sottoposti alla procedura. «I risultati sono promettenti e la tecnica interessante – dice Lorenzo Corbetta , professore associato di malattie dell’apparato respiratorio all’azienda ospedaliera universitaria Careggi di Firenze – perché le terapie anti-asma sono efficaci fino a un certo punto e almeno un dieci per cento dei casi non è ben controllabile con i farmaci. La termoplastica è il primo trattamento non farmacologico che può aiutare questi pazienti. Nel campo della terapia farmacologia antiasmatica, del resto, sono almeno quindici anni che non escono nuove molecole, a parte un composto anti-IgE per l’asma allergico grave».
LA TECNICA - Per raggiungere i bronchi di piccolo e medio calibro e ridurre la quantità di muscolatura liscia si usa un broncoscopio flessibile, introdotto attraverso il naso o la bocca, che libera energia termica da radiofrequenza, direttamente sulle pareti: l’energia agisce come «desensibilizzante» sulla muscolatura che diventa così refrattaria agli stimoli broncocostrittori. In altri termini, i tessuti vengono riscaldati fino a circa 65 gradi: una temperatura sufficiente a ridurre la massa della muscolatura liscia, ma non a provocare la morte dei tessuti e conseguente cicatrizzazione. L’intero trattamento viene eseguito, dopo una leggera anestesia locale, nel corso di tre sedute che durano meno di un’ora, a distanza di almeno tre settimane l’una dall’altra. «Lo svantaggio della termoplastica – commenta Corbetta – è che si tratta di una procedura invasiva che comporta dei costi, ma ha il vantaggio di non presentare effetti collaterali. Può essere utile non soltanto a chi è refrattario alle terapie, ma anche a chi è costretto a trattamenti a lungo termine con farmaci che possono dare effetti indesiderati. La sua applicazione è in grado di ridurre la somministrazione di questi ultimi e può anche ovviare al problema della scarsa osservanza della terapia, soprattutto quando va continuata a lungo».

Trovata balena fossile nel Pisano

Reperto lungo dieci metri, risale a 4 milioni di anni fa
- ORCIANO PISANO (PISA) - Lo scheletro di un cetaceo di 4 milioni di anni fa sta emergendo nella campagna intorno ad Orciano Pisano. Allo scavo stanno lavorando paleontologi del Museo di Storia Naturale di Firenze. Lo scheletro ha mantenuto la connessione anatomica ed e' circondato da una variegata fauna fossile. Il mammifero si sarebbe adagiato sui fondali presumibilmente ad un centinaio di metri di profondita' dell'antico mare pliocenico, che occupava buona parte della Toscana.

Come capisco se mio figlio beve o si droga?

Risponde Piergiorgio Zuccaro, direttore dell'Osservatorio fumo, alcol e droga dell'Istituto superiore di sanità
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista «Alcoholism: Clinical & Experimental Research» i genitori di adolescenti che fanno uso di droghe, alcolici o sigarette si rendono conto di questi comportamenti solo nella metà dei casi.
Ci sono dei segnali che possono essere d'aiuto? Per capire il proprio figlio fuma spinelli o beve alcolici bisogna valutare con attenzione i suoi comportamenti. Questo perché di solito l'uso non occasionale di queste sostanze è espressione di una situazione di disagio. Disagio che può essere evidenziato anche da altri segnali: il ragazzo si comporta male a scuola, non ha un buon profitto, torna a casa tardi la sera, si relaziona male con la famiglia. Solo in questi casi deve scattare un campanello d'allarme.
Come devono comportarsi i genitori? Un dialogo aperto e una corretta informazione sui rischi associati all'uso di queste sostanze sono fondamentali. E se ci si rende conto che la situazione è più seria di quanto si pensasse bisogna mettersi in contatto con esperti di disagio giovanile. In diversi casi anche pochi colloqui riescono a rimuovere l'ostacolo.
Cosa è meglio non fare? Non bisogna frugare dappertutto alla ricerca del «corpo del reato» o raccogliere di nascosto campioni di urina o capelli da far analizzare per la ricerca di droghe. Il rischio è di aumentare le barriere e alimentare un conflitto controproducente.

Cocaina e anfetamine aumentano

Lo indica uno studio Usa su oltre 8 mila casi in 3 anni. Garattini: «E' la conferma di ciò che sospettavamo»
DALLAS - L'uso di sostanze psicostimolanti, come cocaina o anfetamine può aumentare molto il rischio di ictus. Lo indica uno studio pubblicato sul numero di Aprile della rivista medica americana Archives of General Psychiatry. «I dati accumulati negli ultimi vent'anni danno sostegno al legame tra l'abuso di sostanze psicostimolanti e ictus nei giovani» scrivono gli autori dell'articolo. Cocaina, anfetamine e altri stimolanti possono aumentare il rischio i ictus incrementanto la pressione arteriosa e favorendo il restringimento del vasi sangugni per lo spasmo delle loro pareti.
LO STUDIO - Arthur N.Westover, dell'University of Texas Medical Center di Dallas e suoi collaboratori hanno esaminato un archivio di 3.148.165 schede di dimissione da ospedali texani tra il 2000 e il 2003 per verificare se fosse possiile stabilire effettivamente un'associazione tra abuso di droghe e ictus. Nel periodo considerato i ricercatori hanno riscontrato 8.369 ictus. Nello stesso arco di tempo l'abuso di cocaina è stato secondo solo a quello di alcol, con le anfetamine, al quinto posto di questa «classifica», che hanno fatto segnare un aumento significativo così come gli oppiodi e la cannabis
DIVERSI TIPI DI ICTUS - Per l'anno 2003 i codici di dimissione ospedaliera hanno consentito di distinguere i casi di ictus emorragico e ischemico (nel primo caso i vasi sanguigni del cervello si rompono e il sangue allaga il tessuto nervoso, nel secondo i vasi si occludono e il sangue non arriva più ad alcune parti del cervello). La distinzione ha permesso ai ricercatori di stabilire che l'abuso di anfetamine e cocaina ha aumentato di cinque volte il rischio di ictus emorragico e che l'abuso di cocaina ha raddoppiato il rischio di ictus sia ischemico che emorragico. SIGNIFICATO - «Le implicazioni di questo risultato a livello di salute pubblica e di politiche sociali sono molto importanti» hanno sottolineato gli autori della ricerca, «Soprattutto in ragione della sempre maggiore diffusione di droghe amfetaminosimili ». «Questo studio conferma per la prima volta in termini epidemiologici, e con numeri importanti, quello che sospettavamo in termini fisiopatologici» commenta il professor Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri, di Milano. « Sapevamo infatti che la cocaina causa problemi ai vasi e al cuore. Era noto il suo effetto in termini di tachicardia e ipertensione. Il riscontro di un aumentato rischio, in particolare di ictus emorragico, è assolutamente coerente con quanto già sapevamo, sia per la cocaina che per le anfetamine».
PREOCCUPAZIONE PER IL FUTURO - «Ma la preoccupazione maggiore riguarda il futuro. Infatti questi dati, anche se solo di pochi anni fa, si riferiscono a un periodo in cui la diffusione di queste droghe, ma soprattutto di cocaina, erano molto inferiore a quella di oggi. Il problema è che oggi la cocaina non è più la "droga dei ricchi", ma ha una diffusione capillare nella società, a tutti i ilvelli. Non solo: il consumo di cocaina è visto come qualcosa di giustificabile, dato "lo stress della vita moderna", quando non addirittura percepito come uno "status symbol" qualcosa che conferisce un certo senso di appartenenza culturale e sociale». «I dati di questo studio» conclude l'esperto, «putroppo corroborano la forte preoccupazione che la sempre maggiore diffusione dell'suo di questa droga, ma anche delle altre droghe anftetaminosimili, come l'ectasy, possa comportare problemi davvero notevoli in termini di patologie gravi nella popolazione . E' certamente l'ora che si avviino serie strategie a livello medico, scolastico e politico per arginare il problema».

Che cos'è l'ipertensione

Si calcola che soffra di ipertensione il 25-30 per cento della popolazione: fra chi ha più di 65 anni la quota di ipertesi sale all’80 per cento ma la malattia non risparmia neppure i più giovani, visto che il 5 per cento degli under 30 ha già la pressione alta. Purtroppo solo un paziente su due è consapevole di essere iperteso: anche per questo gli esperti invitano a misurare la pressione almeno una volta all’anno dal proprio medico, più spesso se si hanno fattori di rischio per le malattie cardiovascolari come il sovrappeso, il colesterolo elevato, il diabete o l’abitudine al fumo. Soltanto nel 15-20 per cento dei malati l’ipertensione è tenuta realmente sotto controllo: molti infatti non seguono le terapie con regolarità e tanti non si curano affatto, preferendo non “sentirsi malati” perché non hanno sintomi evidenti della patologia. Se l’ipertensione non viene trattata in maniera adeguata può comportare gravi danni al cuore, alla circolazione e ai reni, aumentando il rischio di insufficienza cardiaca, infarto e ictus. Pochi pazienti vengono monitorati con test semplici ma rivelatori come l’elettrocardiogramma o l’ecocardiogramma (per verificare le condizioni del cuore) o l’esame delle urine (che tramite la valutazione della microalbuminuria denuncia lo stato di salute dei reni).
Molti i farmaci disponibili per la cura della pressione alta: fanno ad esempio parte della categoria diuretici, beta-bloccanti, calcio-antagonisti, ACE-inibitori, da assumere spesso in associazione fra loro e da scegliere in base alle caratteristiche di ciascun paziente. Indispensabile anche aumentare l’attività fisica, controllare il peso corporeo e ridurre l’apporto di sale con la dieta. Stando alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la pressione arteriosa normale è inferiore a 130 mmHg (la “massima” o pressione sistolica) e a 85 mmHg (la “minima” o pressione diastolica); i rischi per il sistema cardiovascolare aumentano al crescere dei valori pressori e gli esperti indicano 140/90 mmHg come soglia per l’intervento terapeutico, anche con i farmaci.

Che cos'è il morbo di Parkinson

La malattia di Parkinson è un disturbo neurodegenerativo, ovvero una patologia in cui si ha la compromissione di un gruppo di neuroni. In questo caso degenerano le cellule in un’area deputata al controllo dei movimenti e diminuiscono molto i livelli del neurotrasmettitore impiegato dai neuroni coinvolti, la dopamina. Quando il deficit di neuroni arriva al 60-70% del totale, compaiono i primi sintomi visibili.
Si stima che in Italia siano circa 150.000 i soggetti affetti da Parkinson e altri 50.000 i pazienti con un parkinsonismo; nella maggior parte dei casi la malattia si manifesta attorno ai 60 anni, ma in un 10 per cento di malati i sintomi compaiono prima dei 40 anni.
I segnali più comuni con cui si manifesta la malattia di Parkinson sono numerosi, e da caso a caso possono variare in intensità e numero; segni tipici sono il tremore a riposo (scompare quando si esegue un movimento finalizzato), la rigidità e la lentezza nei movimenti.
I farmaci utilizzati per tenere sotto controllo i sintomi della malattia sono soprattutto la levodopa, gli agonisti della dopamina, gli inibitori della dopa decarbossilasi e gli inibitori delle COMT; levodopa è molto efficace, ma dopo un numero variabile di anni (in media otto-dieci) il suo effetto diventa mano a mano sempre più instabile e si deve spesso interrompere la cura.
Quando i farmaci non bastano più esiste la possibilità di intervenire chirurgicamente con la cosiddetta stimolazione cerebrale profonda, che consiste nell’inserire in specifiche aree del cervello elettrodi che le stimolino come un pace-maker. L’operazione è indicata però in un ristretto numero di pazienti, circa il 2-3 per cento dei casi.

Che cos'è il diabete

Nel mondo i diabetici sono almeno 194 milioni, stando alle stime dell’International Diabetes Federation. E nel 2025, avverte l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il numero dei diabetici sarà superiore a quello dell’intera popolazione degli Stati Uniti: in pratica, oltre 300 milioni di persone. Queste le caratteristiche dei diversi tipi di diabete.
Diabete di tipo uno. Insorge di solito nei bimbi o nei giovani adulti ed è provocato da un deficit di insulina: l’ormone prodotto dal pancreas è scarso o addirittura assente, a causa di una reazione autoimmune che comporta la distruzione delle cellule del pancreas che producono insulina.
Diabete di tipo due. Il pancreas produce l’insulina, ma l’organismo è divenuto resistente e non riesce più a utilizzarla a dovere per trasformare il glucosio in energia. Si manifesta di solito negli adulti, soprattutto in coloro che tendono all’obesità, ma sono sempre più frequenti i casi in giovani e giovanissimi; sono fattori di rischio anche la sedentarietà, il fumo, l’ipertensione, le dislipidemie, avere familiari diabetici.
Le cure. Per il diabete di tipo 1 la terapia resta la somministrazione regolare di insulina, eventualmente attraverso microinfusori; sono oggi opzioni possibili anche i trapianti di isole o di cellule pancreatiche per rimpiazzare la produzione dell’ormone. Per curare il diabete di tipo 2 è importante innanzitutto adottare uno stile di vita sano, ma sono utili e spesso indispensabili anche farmaci ipoglicemizzanti e la stessa insulina. Fondamentale, secondo gli esperti, tenere sotto controllo la pressione arteriosa: nei diabetici i valori ottimali sono infatti al di sotto di 80/120, perché gli effetti di una pur ridottissima ipertensione vengono amplificati enormemente dalla malattia diabetica.
I rischi. Se il diabete non è tenuto sotto controllo l’endotelio (ovvero la superficie interna) dei vasi sanguigni si danneggia e con il tempo si possono manifestare complicanze molto serie: problemi cardiovascolari come infarto e ictus, più frequenti nei diabetici; la nefropatia, che costringe una quota considerevole di pazienti alla dialisi e al trapianto di rene; la retinopatia diabetica, spesso causa di cecità; il piede diabetico, che talvolta costringe all’amputazione.
Sindrome metabolica. È una condizione caratterizzata da sovrappeso, ipertensione, glicemia elevata, trigliceridi e colesterolo oltre la norma. Viene considerata l’anticamera del diabete perché i pazienti hanno una spiccata resistenza all’insulina e, senza modifiche dello stile di vita, sono destinati a diventare diabetici entro pochi anni. Oggi l’età media di insorgenza della sindrome si è vistosamente abbassata, tanto che secondo alcune stime ne soffrirebbe ormai il 15 per cento degli under 18.

Che cos'è la depressione

La depressione riguarda oggi il 15-20 per cento della popolazione italiana, ovvero dai 9 ai 12 milioni di persone: si tratta in maggioranza di donne (colpite il doppio rispetto agli uomini), ma sono a rischio anche gli anziani (soffre di depressione il 20-25 per cento degli over-65) e i giovanissimi (il 15 per cento dei ragazzini fra i 10 e i 14 anni è colpito da depressione). Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2020 la depressione sarà la seconda causa più frequente di malattia nel mondo dopo le malattie cardiovascolari. Non esiste però un solo tipo di depressione: accanto alla depressione maggiore esistono infatti la depressione bipolare (con fasi depressive alternate a fasi caratterizzate da eccitazione), la depressione post-parto, la depressione stagionale (provocata da alterazioni del ritmo dell’orologio biologico).
Le cause. Non esiste una sola causa per la malattia, che è sempre provocata da numerose cause concomitanti: possono scatenare la depressione fattori ambientali, sociali e personali diversi per ogni caso (separazioni, lutti, modifiche sostanziali della propria vita, dipendenze di ogni tipo), che talvolta si sommano a una vulnerabilità genetica per la patologia; la malattia inoltre può essere “innescata” da malattie croniche o trattamenti farmacologici. La base neurobiologica comune è tuttavia un squilibrio dei livelli e del funzionamento di alcuni neurotrasmettitori cerebrali (in particolare la serotonina, ma anche noradrenalina e dopamina) che regolano il tono dell’umore.
I sintomi. Tipici l’umore depresso e la perdita di interesse per attività che procuravano piacere; vi si associano spesso sensazione di inutilità, pensieri di morte, difficoltà di concentrazione, modificazioni del sonno, perdita di energia e alterazioni dell’appetito. Non sono rari i casi in cui si presentano veri e propri sintomi fisici come stanchezza cronica, mal di testa e mal di stomaco
La cure. La terapia della depressione si fonda sull’impiego dei farmaci antidepressivi, che ripristinano il corretto equilibrio della trasmissione cerebrale fra neurotrasmettitori e recettori e a due, tre settimane dall’inizio della cura migliorano nettamente i sintomi dei pazienti: sono esempi di antidepressivi gli inibitori della ricaptazione della serotonina, gli inibitori delle monoaminoossidasi (entrambe categorie che aumentano la disponibilità cerebrale di serotonina) e gli inibitori della ricaptazione di serotonina e noradrenalina. Esistono poi cure specifiche in caso di depressioni particolari (come gli stabilizzatori dell’umore per la depressione bipolare o la fototerapia per la stagionale). Inoltre, alla terapia con i farmaci si affianca molto spesso un percorso di psicoterapia.

Alcool e tabacco? Peggio delle droghe

Gli scienziati vogliono riaprire la discussione sulla classificazione delle sostanze illegali sulla base di nuovi criteri LONDRA - Alcol e tabacco tra le dieci sostanze più nocive. Più nocive di cannabis, Lsd ed ecstasy. Almeno così conclude uno studio condotto dal professor David Nutt dell’Università di Bristol e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet. Il risultato, per alcuni versi sorprendente, che sconvolge le classifiche governative sulle sostanze più pericolose e proibite, è frutto di un nuovo sistema di classificazione che tiene conto oltre che della pericolosità della sostanza per l’individuo, anche della dipendenza che la sostanza genera e della pericolosità sociale di chi la assume. Si tratta in realtà più che di uno studio sulle sostanze in sé, di un’inchiesta tra intervistati qualificati: psichiatri specializzati in dipendenza da sostanze e ufficiali giudiziari o di polizia con comprovata preparazione scientifica.
ARBITRIO – «L’attuale concezione delle droghe è mal concepita e arbitraria» dichiara Nutt commentando le tabelle del governo britannico (non molto dissimile, per i criteri adottati e per la lista di sostanze considerate illegali, da quello italiano) «l’esclusione di alcol e tabacco è dal punto di vista scientifico arbitraria». Il tabacco è infatti causa del 40 per cento di tutti i ricoveri ospedalieri – ne è quantomeno una concausa – e all’alcol viene attribuita oltre la metà delle emergenze da pronto soccorso. Inoltre l’alcol ha un alto tasso di pericolosità sociale (2,2 in una scala da 0 a 3) ed è secondo in questa classifica solo all’eroina. Il tabacco invece dà una dipendenza inferiore solo a eroina e cocaina.
I PRIMI DIECI – Eroina e cocaina sono le sostanze più nocive in base anche a questa nuova classificazione. A seguire i barbiturici (inventati nel 1903 come sedativi e ipnotici), poi il metadone e quindi l’alcol. Il tabacco è la nona sostanza per pericolosità preceduta da ketamina (un anestetico per uso veterinario che ha conosciuto una discreta e dannosissima moda tra le nuove generazioni come droga «da sballo»), benzodiazepine (una evoluzione raffinata dei barbiturici) e anfetamina. Fuori dalla top ten cannabis (11°) Lsd (l’acido lisergico scoperto per caso da Albert Hoffman mentre cercava di creare un cardiotonico, che si piazza in quattordicesima posizione) e l’ecstasy, solo diciottesima.
CUM GRANO SALIS - I risultati dello studio di Nutt vanno letti con attenzione per evitare facili mistificazioni e pericolosi fraintendimenti. Si riferiscono infatti non alla sostanza in sé, ma al suo uso tipico. Assumere Lsd non è meno nocivo di fumare una sigaretta, soprattutto se se ne fumano venti al giorno. Tuttavia questi nuovi dati sono importanti e i ricercatori che li hanno aggregati sperano che contribuiscano a riaprire il dibattito sulle sostanze illegali. Anche chi non ha partecipato direttamente all'indagine concorda sull'importanza della tabella. Lesile Iversen, professore di farmacologia a Oxford, definisce quella pubblicata su Lancet «il primo passo per una classificazione delle droghe basata sulle prove» e non solo sul retaggio culturale – per cui in occidente l'alcol è ampiamente accettato a differenza di altre culture che lo considerano veleno – e sui pregiudizi. La pubblicazione dei risultati ha acceso un dibattito nella comunità scientifica, sebbene non ancora un dibattito governativo. Ignorare The Lancet non sarà facile per chiunque d'ora innanzi voglia occuparsi della pericolosità – e quindi della legalità – di droghe leggere e pesanti.

Arriva il remix di 'Bollicine'

Il restyling del successo di Vasco sara' hit dell'estate
- ROMA - 'Bollicine' Saffa remix 07, disponibile da domani, si preannuncia uno dei protagonisti dell'estate. Il remix di uno dei piu' grandi successi di Vasco Rossi e' stato prodotto, arrangiato e mixato da Marco & Simone Di Crescenzio. I due producer hanno iniziato la loro attivita' nel 2005. Da allora hanno realizzato remix per artisti come JT Vannelli e Gus Gus, oltre a produrre Del Gado, percussionista apprezzato in tutto il mondo della scena Club

Rimane lunga la strada del recupero sociale

La Società italiana di psichiatria muove delle critiche alla canzone di Cristicchi, troppo rivolta al passato. Che cosa ne pensa Peppe dell'Acqua, erede di Franco Basaglia come direttore del Dipartimento di salute mentale di Trieste? «È singolare e bellissimo che un ragazzo di trent'anni scriva parole tanto sensibili sulla malattia mentale — commenta Peppe dell'Acqua —. L'unica sbavatura, secondo me, è quel finale che pare indicare il suicidio, mentre bisogna insistere sul fatto che la condizione del malato mentale, per quanto dolorosa, è cambiata e la cura e la reintegrazione sono possibili. Io preferisco interpretare diversamente quell'apprestarsi a volare di Antonio, protagonista della canzone. Era il 1975, a Trieste, e Franco Basaglia, accordandosi con alcuni piloti e steward dell'Alitalia, fece volare su Venezia, sull'Istria e su Bologna 120 matti del manicomio di San Giovanni». Ma oggi com'è realmente l'assistenza psichiatrica, secondo le associazioni che si occupano di salute mentale? «Le situazioni di reclusione e degrado dei malati mentali sono ormai fatti residuali, ma ci sono ancora — risponde Ernesto Muggia, presidente onorario dell'Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale (Unasam), che raduna più di 150 associazioni di familiari —. Riguardano, per esempio, alcuni istituti psichiatrici privati e i sei ospedali psichiatrici giudiziari ancora attivi in Italia, che ospitano circa 1.500 persone, metà delle quali potrebbero uscire senza problemi da subito. In queste strutture, destinate alla chiusura, non c'è un vero percorso di riabilitazione». «I grandi manicomi — prosegue Muggia — sono però una realtà del passato: oggi il Paese è pieno di piccole strutture che ospitano non più di venti malati. Anche se va detto che in molte di queste strutture non si fa nulla per reinserire le persone nella società. Nei casi migliori si tratta di case-famiglia, ma non mancano ancora oggi i casi di isolamento e abbandono». Secondo un censimento della Società italiana di psichiatria, il problema dei seicento Centri di salute mentale italiani è soprattutto la grave carenza di personale: manca almeno il 30% di quello previsto dagli organici, con inevitabili ripercussioni sulla qualità delle cure. «Con queste ristrettezze, non ci si deve stupire se non si fanno visite domiciliari e se i malati restano nei centri senza speranza di riabilitazione — denuncia Muggia —. Inoltre, la mancata riabilitazione impedisce anche un turn-over: ogni anno in Italia circa 5.000 nuove persone manifestano disturbi mentali che richiedono cure psichiatriche, ma spesso non trovano posto in queste strutture». Proprio riferendosi a queste realtà, il ministro della salute Livia Turco, in un recente incontro promosso dall'Unasam, ha parlato del rischio di «tornare ai manicomi sotto mentite spoglie». «Il fatto è che nella gestione del disagio mentale ci sono regioni avanti di trent'anni rispetto ad altre — riprende Dell'Acqua — . La sfida è di arrivare in tutto il Paese a livelli decenti di cura e riabilitazione per questi cittadini, che come tutti gli altri oggi hanno diritto a un lavoro, a una casa».

Spazzare via i brutti ricordi

Intervenendo su una specifica area del cervello sarebbe possibile inibire la parte di memoria foriera di ansie e dolore
Capita di sentir dire «se potessi spegnere la mente e smettere di ricordare», perché a volte è davvero difficile riuscire a liberarsi da certi pensieri, una volta che sono entrati negli archivi della memoria. Infatti, ansie e ricordi dolorosi spesso diventano un vero e proprio tormento, per chi ci deve convivere. Il pensiero di un evento traumatico o di un grande dispiacere può essere troppo pesante da sopportare e da gestire da parte di chi magari ha visto la propria vita sconvolta da questo genere di eventi. A meno che non si riesca davvero a disattivare quello specifico ricordo, rendendolo finalmente innocuo.
LA RICERCA - Proprio l’identificazione dell’interruttore della memoria, ovvero la comprensione del funzionamento dei processi che creano e alterano i ricordi nella nostra mente, era l’obiettivo di uno studio condotto da Joseph LeDoux, numero uno tra i neuroscienziati, docente al Center for Neural Science presso la New York University nonché autore di innumerevoli studi sulla memoria. L’analisi effettuata da LeDoux sui topi da laboratorio ha permesso di riconoscere una parte dell'area del cervello preposta all’archiviazione dei ricordi in cui si può agire in modo indipendente, senza influenzare l’intera area.
SPEGNERE UN RICORDO - Lo studio, pubblicato su Nature Neuroscience, ha così rivelato che il processo di attraverso cui il cervello trasferisce le informazioni dalla memoria a breve a quella a lungo termine può essere interrotto (tramite un farmaco) lasciando però inalterato l'intero meccanismo. In pratica, Le Doux potrebbe essere riuscito a cancellare un singolo ricordo dal cervello delle cavie, senza influenzare né intaccare minimamente il resto della memoria. «Si tratta del futuro della psichiatria» – ha dichiarato Greg Quirk, neurofisiologo della Ponce School of Medicine di Porto Rico – «la neuroscienza ci darà gli strumenti per rendere più efficace la terapia dei soggetti che soffrono di disordini da stress post-traumatico».

Fin do Mundo

Lo dicevo io... la Fine del Mondo: "il leone giacerà presso il vitello e il leopardo presso la capretta e il lupo presso l'agnello" In campana a Pasqua ragazzi; mentre addentate una cotoletta potreste essere garbatamente rimproverati da un lupo siberiano di un'ottantina di chili.

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Un gel in pillola aiuta a dimagrire

Capsula con idrogelo promette di far sparire la fame
- ROMA - Per combattere i chili di troppo e' in fase di sperimentazione una capsula contenente un idrogelo superassorbente da ingerire prima dei pasti. La pillola promette di far sparire il senso di fame. Lo sostengono i ricercatori che hanno messo a punto e sperimentato con successo il gel in grado di assorbire fino ad un litro di acqua per grammo di materiale secco. Ora si passa alla sperimentazioni che durera' circa un anno ed e' gia' in corso al policlinico Gemelli di Roma.

'SGT. PEPPER', 40 ANNI FA CAMBIO' IL ROCK

ROMA - "Solo noi a fare un bello spettacolo": non poteva che essere di Paul McCartney la definizione più profonda del capolavoro dei Beatles e dell'album più importante della storia del rock. Il primo giugno si celebrano i 40 anni dell' uscita di 'Sgt. Pepper lonely heart's club band' (negli Usa è stato pubblicato il giorno dopo), il disco che ha trasformato in linguaggio globale la rivoluzione dell'amore e l'ottimismo dello splendore creativo della pischedelia anni '60 grazie a un miracolo di ispirazione che ha fatto coincidere in un'opera libertà musicale, rivoluzionarie soluzioni tecniche per la registrazione, coerenza di concezione e stupefacenti aperture verso il nuovo. Dopo 'Sgt. Pepper' la musica popolare è diventata più consapevole, complessa, libera dagli obblighi della schema-canzone 'strofa-ritornello-inciso'. Per la storia, 'Sgt. Pepper' è il primo album inciso dai Beatles dopo il ritiro dalle scene dei concerti. Stressati dai ritmi isterici della Beatlemania, John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr erano stanchi di essere i Beatles: da qui l'idea dell'album inciso da una band inventata, la Sgt. Pepper lonely heart's club band, per l'appunto. "Era beIlissimo, per la prima volta in studio eri libero di suonare quello che volevi, non eri uno dei Beatles ma qualcun'altro", raccontò McCartney. In realtà dell'idea della banda inventata restano sostanzialmente la copertina e due brani, entrambi di Paul, quello che dà il titolo all'album e 'With a little help from my friend', cantato da Ringo che nel disco viene presentato come Billy Shears, cantante confidenziale della band, con un doppio salto di identità, visto che è stato l'unico della band a usare un nome d'arte (si chiama Richard Starkey). La copertina, un capolavoro di pop art, è anche l'ultima testimonianza dei Quattro con un look uniforme che è stato uno dei propellenti della Beatlemania nel mondo. La foto di Michael Cooper fissa un'opera creata da Peter Blake. Al centro John, Paul, George e Ringo con le divise da banda militare ultra decorate (alcune della medaglie vengono da Buckingham Palace). Sullo sfondo un gruppo di sagome di cartone di personaggi famosi. Ai piedi dei Quattro, il nome Beatles scritto con i fiori (c'é anche una chitarra fatta di fiori) come se fosse su una tomba. Per la prima volta nella storia, sulla copertina compaiono anche tutti i testi dellialbum. Mai una copertina è stata così studiata, analizzata, ma, soprattutto, ha avuto un simile impatto sull'immaginario giovanile. Album seminale, 'Sgt Pepper' è anche il disco che ha fissato le regole del moderno lavoro in studio di incisione. Sia sul piano creativo musicale che tecnico. Per registrarlo sono stati usati un'orchestra di 160 elementi, i primi esperimenti di sovraincisione, il primo esempio di Mellotron, di registrazione multitracce (mettendo in parallelo due registratori a quattro piste - quelli a otto arriveranno in Europa poco dopo), di effetti, di riduzione del rumore, per non dire di arrangiamenti e strumenti mai sperimentati prima. L'unico possibile riferimento è Phil Spector che, non caso, ha firmato da produttore 'Let it be' e i dischi solisti di Lennon e che era il santone musicale di Brian Wilson, l'autore di quel 'Pet sounds' (1966) che è una delle ispirazioni di 'Sgt. Pepper'. Gioielli di un'epoca straordinaria in cui i Beatles, mentre incidevano il loro capolavoro, pubblicarono il singolo perfetto, quello con 'Strawberry fields forever' e 'Penny Lane'. George Martin, il produttore genio dei Beatles, anzi il 'quinto Beatle', non si è mai perdonato di non aver incluso i due brani nell'album.

Presentato il Festival Arena Verona

L'evento si svolgera' dal 22 giugno al 1 settembre.
- 'Nabucco', 'Aida' e 'Il Barbiere di Siviglia' saranno i tre nuovi titoli in cartellone all'85mo Festival dell'Arena di Verona. L'evento si svolgera' dal 22 giugno al 1 settembre nello storico teatro romano del capoluogo veneto. Oltre alle tre nuove produzioni saranno ripresi anche gli allestimenti di 'La Boheme' e 'La Traviata' che hanno riscosso grande successo negli ultimi anni. Per l'apertura, il 22 giugno, sara' messo in scena 'Nabucco' con la regia di Denis Krief.

RUGBY: L'ITALIA NELLA STORIA DEL SEI NAZIONI

ROMA - E due, l'Italia del rugby dopo la Scozia batte anche il Galles ed entra nella storia: mai, prima d'ora, aveva ottenuto due successi in una stessa edizione del Sei Nazioni. E' stata la vittoria del cuore di una squadra ormai consapevole della propria forza, capace di rialzare la testa dopo un momento di grossa difficoltà nel secondo tempo, quando la pressione dei gallesi aveva capovolto la partita. Poi però una meta fortemente voluta di Mauro Bergamasco a due minuti dalla fine, assegnata dall'arbitro dopo consultazione con il Television Match Officer alla moviola, ha fatto impazzire il Flaminio, di gioia per chi era vestito d'azzurro, dalla delusione per il popolo dei Dragoni fatto di gente tutta in maglia rossa (almeno ottomila persone). C'é stato anche un finale con giallo, non nel senso di un cartellino, ma per il fatto che a 39'46" della ripresa, secondo il tempo cronometrico ufficiale, il Galles si è visto fischiare un fallo a favore. Invece di tentare il calcio piazzato dell'eventuale pareggio, il n.12 dei rossi Hook avrebbe chiesto all'arbitro se c'era il tempo di calciare in touche e poi giocare. Ha mandato la palla fuori ma a quel punto l'inglese White ha fischiato la fine. A questo punto le versioni sono discordanti: i gallesi parlano di scandalo e decisione incomprensibile da parte del direttore di gara, gli azzurri sostengono che l'arbitro abbia segnalato solo quanto mancava alla fine ("dieci secondi", ha specificato Bortolami), senza dare ulteriori assicurazioni ai Dragoni. Se quindi la squadra ospite non è riuscita a concretizzare negli istanti finali, questa non può essere certo essere colpa dell'Italia e in ogni caso, a termine di regolamento, non è pensabile che il Galles possa fare ricorso. Vittoria quindi senza ombre, e festa nella festa per Calvisano, paese in provincia di Brescia con poche migliaia di abitanti e tanta passione rugbistica. Da lì viene anche Serafini, l'attaccante della squadra di Serse Cosmi che ha segnato tre gol alla Juventus, uno dei pochi calvisanesi che abbia preferito il pallone tradizionale a quello ovale. Altri, soprattutto a livello di tifo e investimenti economico-sportivi, hanno fatto scelte diverse e i risultati sono testimoniati dal fatto che il Cammi Calvisano ha fornito all'Italia anti-Galles otto giocatori tra campo e panchina. Azzurra ha costruito il suo successo faticando più che contro la Scozia, quando era stata agevolata da sei folli, irripetibili, minuti in cui aveva trovato tre mete e 21 punti. Stavolta il Galles non ha regalato niente, l'Italia ha quindi costruito la vittoria punto a punto, con tanto sudore, trovando un Pez molto preciso (specie nel primo tempo, e grazie al vento a favore) nei calci di spostamento. Non ha scosso il XV di Berbizier nemmeno l'ennesimo infortunio, quello di Canale, al posto del quale Mauro Bergamasco si è ritrovato a fare il centro. Parisse è stato un trascinatore (e ha meritato il premio di miglior giocatore in campo), Troncon un vero gladiatore che ha fatto anche del Flaminio la propria arena. Ottimo il lavoro della mischia (si sapeva che era superiore a quella dei gallesi), spettacolare la meta azzurra del primo tempo: l'equiparato neozelandese Robertson l'ha segnata dopo aver calciato lontano l'ovale e averlo ripreso dopo uno sprint da velocista puro, di quasi 80 metri. Hanno applaudito tutti, anche gli sportivissimi tifosi gallesi. Il momento peggiore è stato ad inizio ripresa, con il Galles capace di segnare 13 punti in 14 minuti e capovolgere la situazione. A quel punto l'Italia ha tirato fuori tutta la sua grinta, Pez ha centrato un piazzato che ha riacceso le speranze, il resto lo ha fatto il pack trascinando Mauro Bergamasco oltre la linea di meta. L'Italia di Berbizier è diventata vincente, e chissà che anche sabato prossimo contro l'Irlanda che vuole vincere il Sei Nazioni non ci scappi una clamorosa sorpresa: lo spirito è quello giusto.

Al Filarmonico torna Anna Bolena

- VERONA - Dopo 160 anni torna a Verona 'Anna Bolena' di Gaetano Donizetti, che sabato prossimo chiudera' la stagione lirica del Teatro Filarmonico. 'Anna Bolena non e' una vittima, ma una donna moralmente consapevole di aver venduto l'anima e l'amore per diventare regina': questa la chiave interpretativa scelta da Graham Vick, regista spesso provocatorio. Protagonista sara' Mariella Devia. 'Da tempo volevo debuttare in questo ruolo - ha detto la soprano - e farlo con la regia di Vick e' una sicurezza'.

AEROPORTO: VERONA, CONTINUA CRESCITA A DOPPIA CIFRA

- VERONA - E' cominciato nel migliore dei modi il 2007 all'aeroporto Valerio Catullo: se il 2006 si e' chiuso con il dato record di 3 milioni di passeggeri transitati e una crescita di quasi 400 mila persone rispetto all'anno precedente, il nuovo anno non sembra essere da meno. Nel corso dei primi due mesi, tradizionalmente tra i piu' tranquilli dell'anno, i passeggeri del Catullo sono cresciuti del 11,4% rispetto allo stesso periodo del 2006, portando a 377.481 le presenze sullo scalo. Fattore trainante di questo andamento positivo sono stati i voli di linea nazionali, cresciuti del 28,7% soprattutto grazie al contributo dei nuovi voli low cost di Wind Jet per Catania e Palermo iniziati a fine settembre 2006 e che hanno trasportato tra gennaio e febbraio oltre 28 mila passeggeri. Buona anche la performance dei voli di linea internazionali che hanno visto crescere del 16,3% i passeggeri nei primi due mesi del 2007. In questo contesto va segnalato il contributo del volo per Francoforte Hahn di Ryanair e il buon andamento fatto registrare dai collegamenti verso est ripristinati da Meridiana dopo la sospensione delle attivita' di volo di Clubair. In attesa delle novita' che caratterizzeranno la prossima estate, sono ottime le prospettive per l'immediato futuro, grazie alla partenza di alcuni importanti nuovi collegamenti. Sabato 3 marzo e' diventato operativo il volo bisettimanale di Wind Jet per Mosca che sta gia' riscuotendo un buon riscontro di pubblico anche in Russia, generando un nuovo flusso di passeggeri diretti verso la nostra regione. A questo si aggiungera', il prossimo 27 marzo, il collegamento per San Pietroburgo, operato sempre bisettimanalmente da Wind Jet, mentre il 25 marzo Germanwings riprendera', dopo la pausa invernale, il volo per Colonia/Bonn con quattro frequenze settimanali che diventeranno cinque a cavallo dei mesi di luglio e agosto. Il mese di aprile si aprira' invece con il nuovo volo giornaliero low cost per Barcellona operato da Click air con tariffe a partire da 20 euro tutto incluso e gia' acquistabili sul sito www.clickair.com. Sempre in aprile si ampliera' anche l'offerta dal Catullo dell'irlandese Ryanair che dopo l'apertura del Francoforte Hahn lo scorso ottobre inaugurera' il 3 aprile il Verona Brema, una destinazione completamente nuova per il Catullo destinata ad attrarre principalmente il traffico leisure. Parallelamente a questa decisa e costante crescita del traffico, il Catullo sta attuando uno sviluppo delle strutture di accoglienza, finalizzato ad accompagnare con servizi adeguati l'aumento del flusso dei passeggeri. Si stanno infatti completando all'aeroporto Catullo di Verona-Villafranca i lavori per il miglioramento della viabilita' di accesso ai terminal ed e' in fase di realizzazione la nuova palazzina Rent-a-car: 14 uffici, con altrettanti marchi di vetture a nolo, troveranno posto nell'edificio di 400 metri quadri che aprira' nel giro di un paio di mesi davanti alla stazione arrivi. La nuova edificazione portera' una maggiore facilita' di accesso rapido al servizio; parallelamente, consentira' la liberazione di spazi interni all'aerostazione da dedicare al potenziamento dei negozi e, in futuro, alla crescita del numero dei banchi check-in. Sull'asse stradale di ingresso al terminal, tra la stazione partenze e la nuova area arrivi, e' stata realizzata una rotatoria centrale con l'obiettivo di rendere piu' fluido il traffico in entrata e in uscita dal Catullo. E' in corso inoltre un'ottimizzazione delle aree di sosta che prevede l'ampliamento del parcheggio sosta breve situato di fronte al terminal partenze e dedicato principalmente al carico e scarico dei passeggeri. I lavori sulla viabilita' e i parcheggi saranno ultimati per le vacanze di Pasqua.

TORNA IL CALDO RECORD, MAI COSI' IN ULTIMI 200 ANNI

ROMA - Che il clima non sia quello giusto è ormai evidente. E non c'entrano le nostalgiche lamentazioni da anziani sulle 'stagioni di una volta'. L'inverno non si è visto e la primavera, arrivata già a febbraio per i cicli vegetativi, sta già procedendo a larghi passi. A dimostrarlo sono le temperature della prima domenica di marzo, tradizionalmente ancora da cappotto e quest'anno quasi da spiaggia. Un po' in tutta Italia il termometro ha segnato minime giornaliere che accomunano tutto lo stivale senza grandi differenze: 18 gradi a Bolzano come a Palermo, 20 gradi a Firenze come a Catania. Ormai anche gli scettici sembrano essere concordi sulle anomalie del clima. E a mettere definitivamente fine a ogni dubbio arrivano anche i dati ufficiali raccolti dall' Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima (Isac) del Consiglio nazionale delle ricerche: l'inverno 2007 è il più caldo degli ultimi duecento anni. Secondo le rilevazioni dell' Isac-Cnr, che conserva appunto una banca dei dati meteorologici degli ultimi due secoli, quest' anno è stato superato di 1,79 gradi il precedente valore massimo raggiunto nel 1990. Il record di caldo è d'altra parte ben visibile anche in natura dove i cicli riproduttivi sono sconvolti, tanto da aver portato a una maturazione contemporanea e anticipata di verdure e ortaggi che non si era mai avuta prima d'ora. "Per la prima volta nella storia delle campagne romane si raccolgono nei campi le fave, che arrivano normalmente solo in tarda primavera ad accompagnare le scampagnate - spiega la Coldiretti - e sui banchi dei mercati è già possibile trovare una varietà di offerta made in Italy come mai nel passato: dai piselli ai carciofi a tutte le insalate a pieno campo, dalle lattughe alle scarole fino ad asparagi e pomodori". Un' offerta ampia e variegata che non si era mai vista in questa stagione e che sta creando problemi anche al mercato per la sovrabbondanza di prodotti e il conseguente crollo dei prezzi all'origine. La situazione mostra dunque un autunno e un inverno eccessivamente caldi, con temperature oltre i 4-5 gradi in più rispetto a valori normali. Sono stati assai rari gli episodi climatici autenticamente invernali. D'altra parte, come spiegano gli esperti del Cnr, la circolazione delle masse d'aria dall' Atlantico ha invertito la rotta procedendo verso Nord e non viceversa, come accade normalmente in inverno con circolazione di aria fredda da Nord verso Sud proveniente dalla Siberia e dalla Scandinavia. Così anche la leggendaria tramontana ha dovuto arrendersi alle bizzarrie del clima, subendo in questo autunno-inverno una riduzione di oltre il 30%. In pratica non c'é mai stata circolazione di aria fredda Ma il vero problema potrebbe venire in estate per la mancanza di riserve idriche. Dalla fine dell' autunno fino ad oggi le precipitazioni hanno avuto una diminuzione di oltre il 25%, mentre i fiocchi di neve si sono fatti attendere invano nelle località sciistiche. In tutto questo, poi, la natura sembra essere impazzita. In Abruzzo gli orsi bruni hanno mantenuto intatta l'attività per l'intero periodo invernale, mentre in Val d'Aosta gli stambecchi sono già saliti oltre i 2.500 metri come in estate. E al posto della neve, un po' su tutte le montagne, sono comparse da gennaio le fioriture primaverili. Né conforta il fatto che il fenomeno dell' inverno caldo accomuna tutta l' Europa, compresa la Russia dove a gennaio si è arrivati a 10 gradi in più rispetto alla norma.

Corto Maltese torna in Spagna

Con una nuova verita' sulla sua vita, film e rassegne - MADRID - Corto Maltese, che non mori', come si credeva, durante la Guerra Civile, torna in Spagna con un film molto atteso e molte rassegne. 'Corto sopravvisse alla Guerra Civile spagnola ma rimase cieco e si ritiro' in Cile' assicura Rafael Marin, studioso del fumetto, citando lo stesso Hugo Pratt 'padre' del marinaio-filosofo. A incoraggiare il mito c'e' la proiezione nelle sale del film su Corto in Siberia, una nuova traduzione delle sue avventure, sempre piu' articoli e le fiere del fumetto.

Parco Urbano di Verona Sud

Concorso di progettazione con consegna entro 27/07/2007

Il Comune di Verona indice un concorso di progettazione che ha per oggetto la progettazione del Parco Urbano di Verona Sud, nuovo parco urbano attrezzato, con una superficie di circa 5 ha, collocato al centro del Piano Particolareggiato di Iniziativa Pubblica comparti "A1 ex Magazzini Generali" e "A2 ex Mercato Ortofrutticolo".

In particolare il progetto dovrà affrontare:

  • la composizione e la configurazione architettonica e paesaggistica d'insieme del sistema degli spazi collettivi costituenti il Parco urbano, determinandone le condizioni d'ambiente, di fruizione e riconoscibilità;
  • la definizione dei criteri di organizzazione ed uso del sistema degli spazi collettivi, in rapporto alle attività di progetto e di quelle presenti e previste nell'intorno, alle caratteristiche di assetto e sistemazione delle aree verdi, della messa a dimora delle specie arboree e arbustive, con definizione delle specie vegetali;
  • soluzioni specifiche per quanto concerne le sistemazioni al suolo, l'allestimento del verde, il bacino ed il sistema irriguo, i percorsi, le pavimentazioni, l'illuminazione e gli altri servizi tecnici.

È indetto un sopralluogo all'area di progetto, facoltativo ai fini della partecipazione al concorso, per il giorno 4 maggio 2007 in due appuntamenti alle ore 10.00 e alle ore 15.00. I concorrenti che desiderano parteciparvi devono presentarsi all'ora prescelta all'ingressa dell'ex Mercato Ortofrutticolo in viale del Lavoro, 37135 Verona

PREMI

  • euro 25.000,00 al progetto vincitore;
  • euro 12.000,00 al progetto 2° classificato;
  • euro 10.000,00 al progetto 3° classificato;
  • euro 7.000,00 al progetto 4° classificato;
  • euro 5.000,00 al progetto 5° classificato;

Problemi di erezione: Viagra, Cialis o Levitra?

In principio esisteva una sola parola nella cura delle disfunzioni erettili: Viagra. Ma adesso l'offerta è più varia è importante conoscere le differenze tra i farmaci.
- IL grande dominatore del mercato è il Viagra che detiane circa l'80% delle vendite dei farmaci per la cura delle disfunzioni sessuali di tipo erettile, ma la comparsa di Cialis, prodotto dalla Ely Lilly e Icos, e Levitra prodotto dalla Bayer insieme a GlaxoSmithKline stanno sicuramente movimentando un settore in grande espansione. Cerchiamo di capire insieme come funzionano e se ci sono differenze sia di tipo terapeutico sia a livello di effetti collaterali. Il modo in cui agiscono i tre farmaci è sostanzialmente lo stesso, essi bloccano un enzima chiamato PDE-5 facente parte della catena di messaggi chimici che determinano l’esaurimento dell’erezione. Siccome nel pene è presente una maggiore quantità di PDE-5 rispetto ad altre parti del corpo, i farmaci svolgono un’azione abbastanza mirata. Gli effetti collaterali scaturiscono dal fatto che altri enzimi vengono chiamati in causa. Il Viagra e il Levitra bloccano anche il PDE-6, che influisce sulla visione dei colori: alcuni uomini riferiscono un leggero alone bluastro che offusca la visione mentre altri diventano più sensibili alla luce. Il Cialis blocca il PDE-11, presente in molte parti del corpo inclusa la muscolatura liscia degli organi interni, il cuore, i muscoli scheletrici: l’effetto collaterale più fastidioso del Cialis è il mal di schiena. Ci sono poi altre differenze. Il Viagra e il Levitra cominciano ad agire dopo circa mezz’ora e il loro effetto dura circa quattro ore, sembra che il Cialis sia in grado di prolungare i suoi effetti molto più a lungo, ma questo è accaduto solo per un terzo di chi lo ha provato. «Il modo in cui essi agiscono è completamente soggettivo»,spiega Chad Ritenour dell’università di Atlanta, « pertanto non si può affermare che uno dei tre preparati funzioni meglio dell’altro; come tutti i farmaci, ognuno può essere efficace per alcuni pazienti e non per altri.»

RIFIUTI: SCADE IL 30 APRILE IL TERMINE PER IL 740 ECOLOGICO

cade il 30 aprile il termine per la presentazione del Mud (Modello unico di dichiarazione ambientale). Valgono come modello di riferimento le schede adottate dai Dpcm 24 dicembre 2002 e 22 dicembre 2004 (ex legge 93/2